Era in Toscana il tesoro della "Mala del Brenta"

Un'immagine di Felice Maniero, "Faccia d'Angelo", ex boss della "Mala del Brenta"

Sequestrati immobili, terreni, auto di lusso e conti correnti per circa 17 milioni di euro. Arrestati due professionisti di Fucecchio

VENEZIA. Era occultato in gran parte in Toscana il tesoro di Felice Maniero, l'ex capo della "Mala del Brenta". Ville e terreni, abitazioni, conti correnti e tante auto di lusso per un totale di circa 17 milioni di euro, intestati a prestanome riconducibili al boss. In carcere sono finiti Riccardo Di Cicco, 61 anni, residente a Fucecchio, dentista, marito della sorella di Maniero, Noretta. E Michele Brotini, 49 anni, anche lui di Fucecchio, ma con studi anche a Lucca e Santa Croce, accuasato di essere l'uomo che   avrebbe occultato i soldi del boss investendoli in fondi finanziari in Svizzera.

Anche l'ex boss Maniero risulta indagato, in stato di libertà, così come la madre di quest'ultimo, Lucia Carrain, e la sorella, Noretta Maniero.

Gli uomini del Nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie che, secondo le indagini, rappresenterebbero il tesoro del boss Maniero. Il provvedimento, chiesto dalla Dda di Venezia, riguarda una serie di soggetti accusati a vario titolo di riciclaggio di proventi illeciti e intestazione fittizia di beni. Emessa dal gip Alberto Scaramuzza  anche un'ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Le indagini della Gdf, partite circa un anno fa, avrebbero individuato alcuni prestanome, riconducibili alla famiglia del boss malavitoso, che avrebbero gestito l'immenso patrimonio criminale accumulato da "Faccia d'Angelo" sino alla fine degli anni Novanta (circa 33 miliardi di lire dell'epoca, qualcosa come 50 milioni di euro attuali) soprattutto con il traffico di droga e con le bische clandestine.

Una gestione condotta acquistando immobili di notevole pregio e mascherandone l'origine illecita attraverso una pluralità di rapporti finanziari grazie al contributo di un promotore finanziario, grazie anche al contributo professionale di un promotore finanziario che ha attivamente partecipato al "mascheramento" e al riciclaggio di parte consistente dei beni illecitamente accumulati.

Tra i beni sequestrati ci sono una villa a Marina di Pietrasanta, abitazioni a Santa Croce, terreni con boschi e frutteti, 18 conti correnti aperti al Monte dei Paschi e a Poste Italiane, polizze vita e un parco di 27 auto, tra cui Mercedes, Bentley, Porsche, Bmw e Range Rover.