Concorsi, 800 posti nella giustizia: un’occasione per i diplomati

Maxi selezione per gli assistenti giudiziari negli uffici di Procure, Corte d’Appello giudici di pace e tribunali dei minori. In Toscana previste 30 assunzioni

L’occasione è ghiotta, con l’assunzione a tempo indeterminato e alla portata di molti, perché basta aver conseguito il diploma di scuola superiore per partecipare. Anche se la ricaduta toscana non è quella dei grandi numeri. Andiamo per ordine però. Sono almeno una trentina i nuovi posti di lavoro che saranno assegnati alla nostra regione dal concorsone indetto dal ministero della Giustizia. A livello nazionale sono in ballo 800 assistenti giudiziari. E le sedi di lavoro saranno gli uffici giudiziari presso le Procure, le Corti d’Appello, il Giudice di Pace e il Tribunale dei minori che si trovano nelle province di Livorno, Pisa, Lucca, Pistoia, Prato, Firenze, Siena, Grosseto e Arezzo (Massa Carrara rientra nel dipartimento di Genova).

Ovviamente non c’è solamente la nostra regione. I posti di lavoro si apriranno in tutti gli uffici giudiziari italiani. E agli 800 vincitori del concorso nazionale si aggiungeranno altre 200 persone assunte dallo scorrimento delle graduatorie in corso di validità. Comunque per chi vorrà partecipare, bene segnarsi sul calendario le scadenze più importanti. Per quanto riguarda la presentazione delle domande: il termine è fissato al 22 dicembre 2016. Dove si presenta: tramite il modulo apposito nel sito www.giustizia.it. Poi bisogna attendere il 14 febbraio 2017, quando la Gazzetta Ufficiale pubblicherà, con un nuovo provvedimento, le indicazioni sulle prove scritte, cioè quando e dove si svolgeranno.

Molto probabile che spunti fuori la prova preselettiva qualora le domande di partecipazione siano superiori di cinque volte il numero dei posti banditi. Seguiranno due prove scritte e un colloquio che comprende anche l’accertamento della conoscenza di una lingua straniera e delle capacità informatiche. Ecco i requisiti: aver compiuto 18 anni di età, possesso del diploma superiore, ma tra i titoli preferenziali hanno spazio coloro che sono laureati in Giurisprudenza, hanno svolto il tirocinio formativo presso i tribunali o sono già avvocati. Dal momento che le prove verteranno sul diritto amministrativo, pubblico, processuale civile e procedura penale, la preparazione nella materia svolge un ruolo più che decisivo. Fra i tantissimi consigli che inevitabilmente girano in rete per i non laureati in Giurisprudenza c’è quello di procurarsi dei libri non troppo difficili, in modo tale da apprendere nel minor tempo possibile i concetti fondamentali per la preparazione alle prove del concorsone. Ma il tempo a disposizione per prepararsi al meglio è comunque tanto. L’importante è organizzare lo studio con metodo e tempi cadenzati.

Samuele Bartolini