Trenta beni confiscati alla mafia nell'Empolese: nella lista officine e negozi

I dati sono quelli dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni presi alla criminalità. Su queste attività presentata un’interrogazione da parte di FabricaComune per la sinistra

EMPOLI. Trenta beni confiscati alla mafia nell'Empolese. I dati provengono direttamente dalla banca dati dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata e sono aggiornati alla fine dello scorso anno. Nel frattempo l'agenzia sta aggiornando le statistiche, riallineandole ai dati del ministero della giustizia. La lista è stata oggetto anche di una interrogazione in consiglio comunale effettuata da FabricaComune per la Sinistra in questi giorni. Il documento, che a livello nazionale conta migliaia di beni tra mobili, immobili e aziende, riguarda quelli confiscati alla criminalità organizzata. Sono esclusi, quindi, quelli sequestrati.

Ecco la mappa dei beni confiscati realizzata da Confiscati Bene (dati dell'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati)


Per quanto riguarda i primi, infatti, si tratta di quelli che sono stati acquisiti dallo Stato in seguito ad una condanna passata in giudicato. Mentre il sequestro è una misura preventiva che viene messa in pratica a indagine e processo ancora in corso. Nello specifico i trenta beni confiscati nell'Empolese rientrerebbero in cinque diverse tipologie. «Uno di questi è compreso nella lista "attività sociali e personali" - si legge nell'interrogazione - un altro nella categoria "riparazione di veicoli", nove sotto quella "beni personali" e ancora nove sotto quella "negozi e botteghe" e infine dieci sotto la categoria "negozio"».

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Un quadro che, al netto della stringatezza della tabella fornita dall'agenzia nazionale che si occupa della materia, apre dei quesiti non da poco. Parte dei beni sopra elencati riguardano attività con finalità diverse, altre beni mobili e altre ancora beni immobili. Ovviamente nella lista non vengono date ulteriori specifiche. Tanto che due o più beni possono essere stati sequestrati nell'ambito di un unico procedimento, appartenendo essi ad un solo soggetto condannato. Anche per questo l'interrogazione del gruppo consiliare composto dalle consigliere Dusca Bartoli e Samuela Marconcini pone due quesiti. «Si chiede di sapere se l'amministrazione comunale sia a conoscenza della situazione e se sia in possesso e possa fornire maggiori dettagli in merito. Inoltre, chiediamo se l'amministrazione stessa abbia intenzione di attivarsi per chiedere alla prefettura l'assegnazione dei beni confiscati alla mafia tramite l'agenzia preposta. Ciò con lo scopo di amministrare il bene direttamente o assegnandolo a titolo gratuito a comunità, enti, associazioni, cooperative, secondo quanto previsto dalla legge 575 del 1965». I numeri che si riferiscono all'Empolese sarebbero superiori addirittura a quelli riferiti a Firenze e agli altri territori della provincia (in particolare, oltre a Empoli e al capoluogo, si tratta delle zone di Bagno a Ripoli, Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino e Tavarnelle Val di Pesa).