«Non è stata fatta nessuna giustizia»

Parla l’amica della vittima: «Mi aspettavo una condanna più alta». Perplessità tra gli abitanti del paese

FUCECCHIO. «Non è stata fatta giustizia, niente ci avrebbe ridato indietro Marinella ma io mi aspettavo una pena più alta». A parlare è Ombretta Monti, amica di Marinella Bertozzi, l’ultima ad avere visto viva - insieme alla figlia - la donna poi deceduta nell’ottobre 2014.

La notizia della condanna a 18 anni di reclusione, inflitta a Giacomo Benvenuti per la morte della donna, è arrivata nella sua Querce nel caldissimo primo pomeriggio di ieri, quando questa frazione fucecchiese ancora sonnecchiava, complice il periodo di ferie. In questa piccola comunità un punto di riferimento è rappresentato proprio da Ombretta Monti, che lì gestisce un’attività conosciutissima e molto frequentata, a poche centinaia di metri dalla villetta dell'orrore. Nel suo bar le persone della zona vanno e vengono e si fermano per una chiacchierata sul fatto del giorno, che ieri era indubbiamente la condanna di Benvenuti.

La stessa Ombretta - come aveva raccontato a questo giornale - aveva anche praticamente implorato Marinella di denunciare il marito per le percosse subite, aggiungendo che spesso aveva raccolto le confessioni e gli sfoghi dell'amica, che in quella zona centrale del paese era solita fare anche commissioni e piccoli acquisti. Venuta a sapere della sentenza la reazione dell'amica non poteva che essere di delusione: «Solo diciotto anni? Stiamo scherzando? Dentro di me c'è delusione e amarezza, credo che in questa vicenda come in altre non ci sia stata giustizia. D’altronde questo è il paese in cui viviamo, non fatemi dire altro».

La donna cerca di trattenersi e di centellinare le parole in una situazione così delicata ma che è chiaro che le emozioni stanno venendo fuori e sono misto di rabbia e delusione. Le stesse sensazioni che hanno contraddistinto le reazioni delle altri compaesani: “Sono incredulo” o “pensavo prendesse l'ergastolo”, oppure “nessuno ce la riporterà comunque”, sono queste le frasi più gettonate fra la gente di Querce.

Il “caso Bertozzi” aveva sconvolto la tranquilla comunità di Querce, dove i problemi più rilevanti potevano essere al massimo l’erba alta, la lontananza dal capoluogo o le strade sconnesse. Poi la morte di Marinella e l’inizio di una vicenda che ha conosciuto ieri - dopo quasi due anni - la fine del primo atto con la sentenza del tribunale.

Marco Sabia

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