Famiglie ostaggio di amianto, rifiuti e carcasse di auto

Crolli di calcinacci e allarme subaffitti abusivi alle case popolari di via Val Pusteria a Empoli. Publicasa: «I condomini sono autogestiti, conosciamo le criticità ma non ci sono risorse per i lavori più importanti» 

EMPOLI. Calcinacci che cadono dai fabbricati, erba alta fino all’inverosimile che circonda i palazzi. Auto rubate e abbandonate a bordo strada da chissà quanto tempo, furgoni fuori uso trasformati in cassonetti per l’immondizia. E poi problemi agli ascensori, immondizia buttata dalle finestre e segnalazioni di subaffitti abusivi degli appartamenti. Già, un continuo via vai di persone soprattutto nelle ore notturne che trovano rifugio in alcune stanze del palazzo.

Lo scenario che si presenta facendo un giro nelle case popolari di via Val Pusteria a Empoli è davvero da stropicciarsi gli occhi. Si fa quasi fatica a credere che a due passi dal polo scolastico e dal centro commerciale più grande della città possa esistere unmicrocosmo alle prese con il degrado e l’incuria. E la situazione, per molti dei residenti ai numeri civici 11 e 13 sta diventando davvero insostenibile. E pensare che fino a qualche anno fa, nonostante i problemi di infiltrazione dell’acqua le strutture sembravano in salute. Oggi invece non appena si accede al quartiere si capisce subito che qualcosa non va.

Il primo grande problema che si nota a un primo sguardo è quello dell’erba alta, altissima che circonda i fabbricati costruiti nel 1978. Il grande prato che si trova di fronte allo stabile, attraversato da via Val Codera si è trasformato quasi in un bosco dove la gente va a scaricare rifiuti e immondizia. Intorno ai palazzi ci sono alcune auto abbandonate, probabilmente rubate visto che hanno le portiere forzate, lasciate li a marcire da chissà quanto tempo. C’è anche un furgone, appoggiato su tronchi e ruote, un furgone che qualcuno ha trasformato in un vero e proprio cassonetto dell’immondizia. Ma i problemi più grossi riguardano due dei quattro palazzi del quartiere quelli sui quali ancora Publicasa non ha ancora potuto effettuare interventi di restauro degli stabili.

In particolare la palazzina al numero civico 13, autogestita dai condomini, dove la facciata mostra evidenti segni di cedimento. Per terra ci sono calcinacci caduto dai muri o dai balconi. L’ultimo crollo la scorsa settimana con dei blocchi di cemento che sono caduti sopra un auto parcheggiata danneggiandone il cofano e un faro. «Servono interventi immediati, qui cade tutto a pezzi» spiegano i resi». E c’è anche chi si lamenta per il continuo via vai di persone. Secondo alcuni infatti il palazzo, soprattutto nelle ore notturne sarebbe letteralmente invaso da persone che arrivano da fuori per trovare un posto dove dormire. Addirittura flussi di persone che si danno il cambio per riposarsi ospitati (o forse pagando una sorta di subaffitto) da chi risiede lì. E molti di loro sembrano non rispettare le norme della civile convivenza visto che buttano la spazzatura fuori di finestra.

«Abbiamo dovuto praticamente tagliare una pianta – dicono gli abitanti di via Val Pusteria – era diventato un albero dell’immondizia. A fare le bizze poi ci ha pensato anche l’ascensore che nel giro di poche ore si è fermato sette volte. «Abbiamo chiamato gli addetti alle riparazioni – dicono - ma tanto non cambierà niente. Dobbiamo stare immobili quando prendiamo l’ascensore, se ci spostiamo la cabina oscilla e rimane bloccata». E poi c’è il tetto in amianto tolto nei primi due palazzi del quartiere ma che invece grava ancora sulle teste dei condomini degli altri due stabili.

«Siamo a conoscenza delle problematiche dei residenti di via Val Pusteria – spiega Lorena Leoncini direttore di Publicasa. Per quanto riguarda le palazzine ai numeri civici 11 e 13 abbiamo dei progetti di intervento per rifare la facciata rispettivamente dall’importo di 200.000 e 330.000 euro ma non abbiamo le risorse. Continueremo a monitorare la situazione e ad effettuare gli interventi di manutenzione della struttura in modo da mantenerla sicura. L’amianto sui tetti c’è ma l’incidenza è molto bassa e l’Asl monitora le condizioni della copertura. Non ci risultano invece problemi di subaffitto degli appartamenti ma solo nuovi inserimenti che ci sono stati regolarmente comunicati».