Banca Etruria, rifiutano il rimborso le vittime del Salvabanche

La protesta dei risparmiatori sotto il Pd

A Empoli e Vinci i risparmiatori non sono soddisfatti del decreto del governo: "Continueremo la battaglia"

VINCI. Non piace alle cosiddette "vittime del Salvabanche" il decreto di rimborso deciso dal governo. Il gruppo di zona molto agguerrito non ha intenzione di smettere di protestare. E' uscito martedì sulla gazzetta ufficiale il decreto legge del governo Renzi che illustra come potranno fare i risparmiatori di Banca Etruria, CariFe, CariChieti e Banca Marche ad ottenere i rimborsi , grazie all'istituzione del fondo interbancario ribattezzato "Atlante". Gli obbligazionisti delle banche prima citate avranno quattro mesi di tempo dalla conversione definitiva del nuovo decreto banche per presentare al fondo di solidarietà la domanda per accedere all'indennizzo automatico (forfettario per un massimo dell'80% dell'investimento). Ci sono, però, due condizioni due condizioni per accedervi: un reddito lordo molto basso, sotto 35mila euro, o un patrimonio mobiliare sotto 100mila euro.

Il rimborso forfettario degli obbligazionisti delle quattro banche vale per tutti quelli che hanno acquistato obbligazioni (e non azioni) entro la data del 12 giugno 2014. Lo spartiacque temporale , che dà diritto al rimborso diretto, è stato fissato al momento in cui sulla Gazzetta ufficiale europea è comparsa la direttiva che detta le nuove norme per la risoluzione bancaria. Al più tardi a inizio luglio se le camere avranno bisogno di tutti i 60 giorni per convertire il decreto, si potranno avanzare le richieste di ristoro automatico e il fondo di solidarietà dovrà verificare la documentazione e procedere alla liquidazione dell'indennizzo "entro il termine di sessanta giorni dalla richiesta". Chi non risponde ai requisiti per il rimborso automatico potrà accedere alle risorse del fondo di solidarietà ma solo dopo l'esito positivo della procedura arbitrale. Chi chiede l'automatismo non potrà poi accedere in seguito alla procedura dell'arbitrato.Una soluzione, quella del governo Renzi, che non piace alle cosiddette vittime del salva-banche.

Roberta Gaini spiega :«Prima ci chiamavano sprovveduti, ora speculatori, come ci ha definito Renzi. Noi - sinceramente - non ne possiamo più di essere definiti speculatori: ma secondo voi, se io avessi conosciuto la rischiosità di questi prodotti finanziari, vi avrei investito tutti i miei risparmi per il futuro dei miei figli? Oltretutto per quanto riguarda l'arbitrato dobbiamo capire quale documentazione presentare, sempre che ci venga concessa, visto che troviamo difficoltà nel relazionarci con le nuove banche. Non penso proprio che la battaglia sia finita qui, continueremo a protestare e sinceramente credo che chi ha fatto il decreto salva-banche non si aspettasse una reazione del genere da parte nostra. Dopo il danno di quel decreto ecco servita la beffa del decreto per i rimborsi».

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