Amianto e legge Fornero in piazza 500 lavoratori

Cgil, Cisl e Uil: «Vogliamo più flessibilità sulle pensioni, 41 anni di contributi bastano» E sui soldi che devono restituire gli ex vetrai all’Inps: «Siamo stati traditi dal Pd»

EMPOLI. Oltre cinquecento, forse seicento o settecento con vari striscioni delle principali aziende della zona. Ecco quanti erano i lavoratori che hanno partecipato alla manifestazione indetta da Cgil, Cisl e Uil contro la legge Fornero sulle pensioni. Non solo, altro argomento caldo nella piazza era quello relativo all’amianto e al milione che circa cento lavoratori esposti all’amianto, delle vetreriein sostanza, dovranno restituire all’Inps perché «le promesse del Pd si sono vanificate». E questo a differenza di altre zone «dove lavoratori esposti all’amianto hanno avuto i riconoscimenti richiesti».

Ieri mattina, come in molte altre piazze italiane, l’obiettivo dei tre sindacati è stato quello di manifestare in modo da rendere meno rigidi i criteri per l'uscita. E così anche da piazza della Vittoria è partita la richiesta forte al governo di avere "flessibilità per tutti" . Tra le centinaia di lavoratori presenti campeggiava anche un altro slogan: “41 anni di contributi bastano”. Infatti con le novità introdotte dalle legge Fornero questo limite verrebbe sforato. «Non si può stare fino a 67 anni su un cantiere edile o in una scuola oppure ancora a guidare un pullman - hanno detto Nicola Longo della Cisl, Triestina Maiolo della Uil e Rossano Rossi della Cgil - in questo modo è stato permesso allo Stato di fare cassa, di recuperare 80 miliardi fino al 2020. Ma in questo modo non si permette il ricambio generazionale, i lavoratori devono rimanere in servizio per 5 anni o più perché ogni due anni l’aspettativa di vita viene rivista». «Tra l’altro - continuano i sindacati - invece di incentivare la previdenza complementare il governo ha scelto di abbassare l’aliquota di detrazione dal 20% al 11%».

«Vogliano una flessibilità vera non penalizzante - ha aggiunta Paola Galgani segretaria della Camera del lavoro di Firenze - secondo i dati Inps abbiamo una media delle pensioni molto bassa, poco sopra i livelli di povertà. Bisogna stabilire un minimo in modo tale da avere indennità davvero dignitose».

In piazza della Vittoria è stata portata anche un’altra protesta, quella relativa alla “beffa” degli ex vetrai, un centinaio di pensionati del settore che dovranno restituire circa un milione di pensione che hanno avuto indebitamente per criteri normativi che sono cambiati nel corso degli anni. Storie che hanno gettato nella disperazione alcune famiglie che devono restituire anche settantamila e fino a novantamila euro. «Avevamo avuto contatti con il Pd - spiega il segretario della Camera del lavoro di Empoli, Rossano Rossi - per inserire nella legge di stabilità la somma necessaria per sanare gli indebiti. Ma non abbiamo avuto alcun risultato mentre in altri posti, anche nella nostra regione, sono stati inserite altre risorse sempre per l’esposizione all’amianto, anche di entità maggiore, fino a 30 milioni».

Dunque una beffa che pesa per l’Empolese Valdelsa e che non ha via d’uscita. Almeno fino alla prossima legge finanziaria.

Lucia Aterini

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