Soldi, polemiche e dimissioni: "viaggio" fra le slot dell'Empolese Valdelsa

Quanti e quali sono gli esercizi autorizzati negli 11 Comuni: ecco il "censimento" di 193 locali in collaborazione con Dataninja

EMPOLI. Ammalarsi di slot, ma anche.. dimettersi. E' quello che è successo a Filippo Torrigiani, consigliere comunale Pd e da anni alfiere della lotta contro il gioco d'azzardo e la ludopotia con alle spalle un libro scritto ("Nel paese dei balocchi")  e anni di attività in Avviso Pubblico. Associzione che ha deciso di lasciare la scorsa settimana in polemica con la Giunta che non ha cambiato il regolamento urbanistico impedendo, di fatto, l'apertura di nuove sale slot.

Secondo i dati forniti dall'agenzia delle dogane e dei monopoli (analizzati in collaborazione con Dataninja), sono 42 quelle che nel 2015 hanno avuto la concessione nel Comune di Empoli, con un rapporto con la popolazione fra i più bassi della zona e della regione: 1 esercizio con slot ogni 1.140 abitanti. Consideratu tutti gli 11 comuni, invece, il conto sale a 193.

Si va dalle sale dedicate al gioco, le "piccole Las Vegas" a ricevitorie e rivendite di tabacchi. Ma anche numerosi circoli, nonostante l'Arci già dal 2010 abbia varato un regolamento per la messa al bando.

Secondo i dati di Avviso pubblico, resi noti proprio da Torrigiani nel giorno del suo "passo indietro" nell'Empolese Valdelsa ogni giorno vengono spesi nel gioco 480.000 euro, anche se la parte da leone è dei "Gratta e Vinci". La spesa relativa alle slot è al di sotto della media sia nazionale che regionale - proprio per le campagne di sensibilazione lanciata da più parti negli ultimi anni, ma pur sempre considerevole.