Mercantia: alieni, draghi e fate dei sogni

Esplode la festa della fantasia, il borgo alto di Certaldo invaso da migliaia di persone

«Ho sognato di non riuscire a dormire, è stato molto faticoso. Ma quando mi sono svegliato ho continuato a sognare». Valda, al secolo Marta Mingucci, ti regala una briciola di pane dal suo carretto ambulante, offrendoti pensieri come questo nelle strade di Certaldo Alto. Tu le dai un soldino e t’infili nel sogno più bello, quello di Mercantia composto da tante strade diverse. Ma tutte segnate dalla fantasia e dalla creatività, vero marchio di fabbrica di una manifestazione giunta alla sua ventottesima edizione.

Festa nel borgo. Un fil rouge fatto di qualità e ricerca, di stupore e genialità in un contesto come il borgo boccaccesco che già da solo vale il prezzo del biglietto (10 euro il giovedì, 15 il venerdì e la domenica, 20 il sabato). Una scelta inevitabile, quella degli organizzatori, di far pagare l’ingresso. Serve a mantenere la vivibilità nelle strette vie del fulcro della festa e per sostenere uno fra i più importanti festival di teatro di strada.

Debutti. Qui sono nati sogni, ma soprattutto artisti che poi sono diventati un nome importante in Europa. A Certaldo arrivano con convinzione dall’estero per proporre la loro arte. Come il duo tedesco Circus unARTiq, giunto in Italia per la prima volta proprio a Mercantia dopo aver girato mezzo vecchio continente con il loro trapezio in cui Lisa Rinne e Andreas Bartl mettono in scena un sogno d’amore delicato e gentile, fatto di mazzi di fiori proposti ed evitati e alla fine consegnati tra un’acrobazia e l’altra, tra un equilibrismo e uno sfiorare di labbra. Uno spettacolo che scalda il giardino di Palazzo Stiozzi-Ridolfi, giusto a fianco della facciata dello stesso palazzo dove i Cafélulé camminano sui muri inscenando “Mannequin, storie di sarti e di legami”, uno degli appuntamenti più attesi di tutta la manifestazione.

Ma a Mercantia non fai in tempo a battere le mani per una performance: in via Boccaccio ecco la visione di personaggi strani sui trampoli; dai Morks, la famiglia aliena a passeggio con una specie di cane spaziale a Kalofe il minotauro che fa davvero paura e da cui le ragazzine in short scappano urlanti, passando per “Lumì, la fata illuminasogni” nel suo abito bianco fluorescente. Oppure capita di incontrare Diabolus e Angelus, gruppi vestiti di rosso e di bianco che si aggirano per Certaldo come fossero una presenza irrinunciabile per chi sale e scende le viuzze di Mercantia.

Mercantia 2015: esplode la festa della fantasia

Brame e cabaret. Sono sogni che s’intrecciano e strade che s’incrociano, con musica che arriva da ogni dove, piece di teatro che incombono e installazioni che appaiono all’improvviso. Come quella in vicolo Bondielli, dove l’artista cecinese trapiantanto a Milano, Alessandro Di Vicino Gaudio, in cui personaggi ideali come poliziotti e black bloc, uomini d’affari e coppie gay bramano, appunto, i loro sogni più segreti che appaiono in forma di video dietro a un vetro rotto.

O come lo spettacolo che il cabarettista Andrea Kaemmerle mette in scena nel giardino del convento Agostiniano per poi lasciare spazio al concerto dei Gatti Mezzi e, successivamente, unire le forze con lo stesso duo di cantautori pisano per “Lisciamo Shorts”, un omaggio alle balere e alle sagre italiane. Tra l’altro, proprio i Gatti Mezzi, “sfruttano” Mercantia e il suo pubblico per realizzare il prossimo disco “in crowdfunfing”, registrando pezzi di concerti che saranno poi messi insieme nel cd in uscita all’inizio del 2016.

In bilico. D’altra parte la festa di Certaldo richiama ogni sera seimila persone. Un pubblico più numeroso sarebbe difficile da gestire. La presenza massiccia di volontari e personale del 118, forze dell’ordine e dell’organizzazione permette di godersi le oltre 100 attrazioni in santa pace. Ma il rischio che l’allegria degeneri in caos è palpabile. Si resta in bilico tra la ressa e la folla, tra un bicchiere di vino e uno di sangria, così come Tobias Circus passeggia sul filo sospeso per aria in piazza Branca o Pinkmary con la performance s.VAMP.ita fa acrobazie aeree afferrando tessuti.

Il caldo di queste sere avvolge il borgo lasciando scie di sogni afosi, ma non togliendo nulla alla meraviglia d’imbattersi in un pupazzone a forma di giraffa che danza su ritmi tribali attorno a una tenda rossa. Mentre dall’altra parte di piazza Santissima Annunziata “Lumi, il drago bianco”, lancia segnali di fuoco alzando la temperatura di una festa che, sinceramente, non ne ha per niente bisogno. Si ride, ci si fanno selfie e si guardano le costosissime reflex di professionisti e amatori della fotografia immortalare tutto ciò che fa spettacolo (rigorosamente di strada) nel cuore di Certaldo. Palazzo pretorio, in questo è una location perfetta per Creazioni, grandi tele dipinte con incursioni di body painting e semplicemente per puntare l’obiettivo sui tantissimi ragazzi che aspettano una delle numerose marching band che ogni tanto movimentano la serata con i loro suoni raffinati e vibranti.

Rughe invisibili. Un incrocio, quello davanti alla casa comunale, che incarna alla perfezione il significato di Mercantia 2015, basato sulle “dieci strade” come tema portante della manifestazione in cui l’arte di strada si confonde col cabaret, col teatro, con la musica, con le installazioni, con l’artigianato, con le acrobazie circensi e la gran voglia di rinnovarsi ogni anno. In realtà, questo gorgo di emozioni contrastanti è una macchina che non dà cenni di stanchezza. Anzi, è il segnale inequivocabile che storia, tradizione, semplicità e ricercatezza riescono ad attirare l’attenzione di ogni sorta di pubblico. La riprova sono le centinaia di stranieri in vacanza da queste parti richiamate a Certaldo dalla fama di una festa che è cresciuta in maniera esponenziale da quando, 28 anni anni fa, ha cominciato a muovere i primi passi offrendo il libero accesso ai partecipanti.«Ricordo ancora quando alla seconda edizione – racconta una dipendente dell’amministrazione comunale– invitammo i famosi sbandieratori di Narni che pagammo un milione e 800mila lire». Una vita fa le cui rughe, però, sul volto di Mercantia non si notano per niente.

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