È morto Livio Liuzzi, protagonista dei giornali locali

Livio Liuzzi

Classe 1943, è stato ai vertici del Tirreno come vicedirettore e condirettore, oltre che direttore della Nuova Sardegna. I funerali saranno celebrati a Livorno venerdì 20 febbraio alle 14,30 nella chiesa nuova di Banditella

È morto al San Raffaele di Milano Livio Liuzzi, protagonista del giornalismo locale italiano, figura cardine del Tirreno per decenni. Classe 1943, è stato ai vertici del nostro giornale come vicedirettore e condirettore, oltre che direttore della Nuova Sardegna. Lascia due figli, Emiliano (giornalista de Il Fatto) e Leonardo.

La prima tessera da professionista la mise in tasca quando già aveva raccontato migliaia di eventi e notizie, incontrando la gente, scrivendo le loro storie. L’iscrizione all’Albo è del febbraio 1970 ma Livio Liuzzi era un giornalista da anni. Cominciavano a volare i Boeing, l’Italia pensava al mondiale in Messico e i Beatles si scioglievano. Quello era il mondo, ma per lui contavano più le città, i paesi, le province e i quartieri. Era un giornalista locale: amava guidare la cronaca dei fatti e delle persone. Il suo lavoro e la sua passione convergevano: si trattava di fare grandi giornali dentro piccole realtà.

Pugliese d’origini, toscano per vissuto, si era trasferito a Pisa con la famiglia, seguendo il padre, sottoufficiale dell’aeronautica; il primo impatto con il giornalismo era arrivato negli anni ’60 nella redazione di Pisa guidata da Sergio Carlesi, dove nacque la forte amicizia con Roberto Galli. Con il cambio di decennio, eccolo a Livorno, nella sede centrale prima “alle province” e poi interni, esteri, economia, politica. Il direttore era Carlo Lulli e questo giornale stava per attraversarie una fase cruciale della sua storia, un crinale di vita o di morte. Nel luglio del ’76 al termine di un periodo di crisi e del tentativo di ridimensionare Il Telegrafo, Liuzzi fu parte attiva nella formazione della cooperativa di giornalisti che salvò il giornale; entro nel consiglio e fu protagonista della “resistenza” che condusse alla svolta del ’78, con l’acquisto da parte del Gruppo Espresso. Nasceva il nuovo Tirreno e Liuzzi era in prima fila, salvo un’importante parentesi da caporedattore a Sassari, per poi tornare con la direzione Lenzi e assumere la carica prima di vicedirettore e poi di condirettore a fianco del direttore Luigi Bianchi. Nel 1991 la  direzione della Nuova Sardegna, fino al 2005.

A Livorno viveva ad Antignano, guidava la Jaguar e restava al giornale fino alle due di notte. Carattere forte e leadership, era manager e artigiano. Conosceva alla perfezione le complessità che rendono unico un quotidiano multiedizione. Con la sua vicedirezione il Tirreno registrò l’espansione nell’entroterra, fino a Prato, Pistoia e Montecatini nel febbraio ’89. Febbraio, il mese della prima tessera e quello dell’ultimo battito. I funerali saranno celebrati a Livorno venerdì 20 febbraio alle 14,30 nella chiesa nuova di Banditella e la salma sarà tumulata nel cimitero di Antignano.