Chiuso da anni l'ostello da due miliardi, il Comune a caccia di un gestore

L'ostello di Castelfiorentino

A Castelfiorentino, dopo i bandi deserti, il sindaco Falorni si rivolge agli imprenditori: "Chi ha un'idea si faccia avanti"

CASTELFIORENTINO. Dopo tre bandi andati a vuoto, il Comune di Castelfiorentino ci riprova. Stavolta sceglie la strada dell’avviso per la raccolta di manifestazioni di interesse: chi ha un’idea per rilanciare l’ostello, si faccia avanti. Perché la struttura è chiusa ormai da due anni e ogni tentativo di rilancio è fallito miseramente. Intanto l’amministrazione comunale inizia a valutare altre strade: di fatto, se anche questo tentativo non darà i frutti sperati, sarà valutata l’ipotesi di un cambio di destinazione.

Niente pellegrini. La struttura (fuori dall’Aig, associazione italiana alberghi per la gioventù) che si trova nella zona sportiva è stata inaugurata nel 2000, come opportunità di sosta per i pellegrini che percorrono la Francigena e studenti. Fu costruita grazie a un finanziamento statale da due miliardi delle vecchie lire (nell’ambito del Giubileo). Ma dopo l’addio del vecchio gestore, il Comune non è più riusciti a trovare soggetti interessati a riaprire un’attività da 84 posti letto (suddivisi in camere singole, doppie e multiple), pensata per ospitare i pellegrini della via Francigena. In un’ottica di rilancio, la vecchia giunta guidata da Giovanni Occhipinti aveva anche messo sul piatto circa venticinquemila euro e la Regione altri trentamila euro per i lavori di adeguamento dell’impiantistica (adeguamento dell’impianto termico per il contenimento dei consumi energetici, la manutenzione ordinaria all’esterno e alla copertura per scongiurare la presenza dei piccioni), conclusi prima della pubblicazione del bando (marzo 2014) che fissava la durata della concessione (per la gestione dell’ostello, ma anche del servizio di bar e ristorante anche ai non alloggiati) in sei anni. Per il primo anno di gestione era prevista l’applicazione di un canone ridotto mensile di 700 euro più Iva, mentre il canone annuo soggetto a rialzo ammontava a 16.800 euro più Iva (1.400 euro mensili). E un’associazione si era anche fatta avanti, presentando tutta la documentazione, ma poi ha rinunciato alla stipula del contratto.

Ultimatum. Dopo il passaggio di consegne tra la vecchia e la nuova amministrazione comunale, la giunta guidata da Alessio Falorni ha deciso di riprovarci. Proprio in queste ore è stato approvato l’avviso di “indagine esplorativa finalizzata all’acquisizione di proposte/soluzioni tecnico gestionali finalizzate al recupero/valorizzazione della struttura di proprietà comunale”. Il documento sarà pubblicato a giorni sul sito del Comune di Castelfiorentino, con tutti i dettagli sulle modalità e i tempi per la presentazione delle proposte.

Caccia all’imprenditore. «Con questo avviso - spiega il sindaco Falorni - ci rivolgiamo a tutti coloro che hanno una sensibilità imprenditoriale e che hanno voglia di scommettere su questa struttura. Ci presentino le loro idee, siamo pronti a valutarle attentamente». Esclusa categoricamente l’ipotesi di una gestione diretta da parte del Comune: «Con i bilanci attuali, e con i continui tagli a cui dobbiamo far fronte costantemente, è impensabile. Non abbiamo risorse per un’operazione del genere».

L’alternativa. E se anche stavolta l’operazione non dovesse andare in porto, allora l’amministrazione comunale valuterebbe seriamente la possibilità di rinunciare all’ostello e di convertire l’immobile: «È chiaro che a quel punto - conferma il sindaco - saremmo costretti a fare una riflessione, senza scartare l’ipotesi di un cambio di destinazione». Anche se al momento non è chiaro a quali fini potrebbe essere sfruttato l’immobile. E comunque, un’operazione del genere comporterebbe ulteriori spese per il Comune.