Renzi-Parrini, il derby dell’Arno divide anche... il Pd

A sinistra Matteo Renzi con Athos Bagnoli prima di un derby e a destra Dario Parrini

Il deputato di Vinci, tifoso azzurro, “rompe” col viola Matteo: «Tiferò per Sarri. Di fronte alla fede calcistica ognuno va dove lo porta il cuore»

EMPOLI. Altro che Jobs Act, altro che riforma elettorale o finanziaria. No, stavolta è qualcos’altro a “spaccare” il Pd. E, soprattutto, non si parla di correnti o fazioni, ma di due alleati di ferro: il premier Matteo Renzi e il segretario regionale - nonché deputato e membro della direzione nazionale - Dario Parrini.

Fronti opposti. Potere del pallone, una cosa maledettamente seria in Italia, e del derby dell’Arno che andrà in scena domenica a Firenze. Se il primo ministro è un “mezzo ultrà” viola, infatti, l’ex sindaco di Vinci, interista da ragazzino, è un tifosissimo azzurro. E a pochi giorni dalla partitissima, non nasconde certo il suo... orientamento.

Senza se e senza ma. «Di fronte alla fede calcistica – spiega – la solidarietà politica arretra e ognuno va dove lo porta il cuore. Le mie due squadre sono Inter e Empoli. Quindi massimo rispetto per la Fiorentina, però per domenica forza azzurri senza se e senza ma anche perché i ragazzi di mister Sarri stanno disputando un gran bel campionato. Mi spiace solo di non poter aderire all'appello "Tutti a Firenze" lanciato dai tifosi dell’Empoli, perché probabilmente domenica pomeriggio sarò a Montecitorio a votare la finanziaria».

Niente politica. Al bando i tatticismi politici, dunque, e anche la “santa allenza” con Renzi. Proprio ieri, infatti, Parrini ha postato su Facebook la foto di un giornale del 1997, quando l’Empoli sbancò Firenze, con una didascalia chiara: «mica sarà peccato sperare che domenica risucceda? 28 settembre 1997: con due splendidi gol di Tonetto e Martusciello l'Empoli guidato da Spalletti espugna il Franchi. Altri tempi. Però...». E non finisce qui. «Probabilmente – continua, a voce, Parrini – come segretario regionale del Pd dovrei dire "sono due squadre toscane e quindi per me sono pari" ma non ci riesco proprio. Io tiferò Empoli, come Matteo tiferà Fiorentina. In ogni caso l'importante è che sia una bella giornata di sport e sono sicuro che lo sarà. Anche con qualche simpatico sfottò come "Farinata che bischerata", lo striscione esposto in Maratona durante un derby e spesso ricordato proprio da Renzi, anche quando scelse di fare a Empoli la chiusura nazionale della campagna delle primarie nel dicembre 2013 col comizio in piazza Farinata degli Uberti, o "Siete i cugini di campagna", detto dai tifosi viola non proprio pensando all'omonimo gruppo musicale».

Il precedente. D’altra parte anche Matteo Renzi si trovò, da presidente della Provincia di Firenze, in una posizione simile. E anche lui non nascose la sua fede viola («sono orgoglioso di avere due squadre in serie A e tifo Empoli per 36 giornate su 38 – disse all’epoca – ma non quando gioca contro la Fiorentina». Nell’agosto del 2007, poi, istituì il premio “Farinata degli Uberti” per il miglior giocatore dei due derby di quella stagione. Qualche mese prima, nell’ottobre del 2006, sempre da presidente della Provincia aveva assistito al Castellani al match, terminato 1-1, non prima di aver posato con le sciarpe di Empoli e Fiorentina coi rappresentanti del tifo organizzato. Stavolta, ovviamente, anche lui avrà meno vincoli, nonostante Empoli sia sempre stata un importante bacino di voti.

Il mediatore. Giusto per restare in tema, infine, c’è da segnalare la posizione del sottosegretario Luca Lotti, di Montelupo, che lo scorso maggio inviò un messaggio (anche a nome di Renzi) per la promozione dell’Empoli in A. È amico di entrambi ma pare sia milanista. Quindi, alla resa dei conti, potrebbe essere il mediatore fra i due “litiganti” Parrini e Renzi. Compito che Lotti, dicono a Roma, svolge assai bene nelle stanze della politica.