Le scuse davanti a un caffè dopo la lite nel circolo Arci di Botteghe

Il segretario Pd Leonardo Bertini e il candidato del centrodestra a sindaco di Fucecchio, Simone Testai: «La politica deve essere confronto»

FUCECCHIO. Uno - Leonardo Bertini - arriva in anticipo per fare gli onori di casa; l'altro - Simone Testai - lo raggiunge poco dopo, esordendo con una battuta che sembra più un augurio: «Sei pronto per il ballottaggio? E' una questione matematica, con quattro forze in campo». «Può succedere di tutto- gli risponde Bertini - anche se sinceramente spero di non arrivarci». Tralasciando le battute iniziali per rompere il ghiaccio, alla fine il segretario del Pd fucecchiese Leonardo Bertini e il candidato sindaco del centrodestra Simone Testai hanno fatto pace, davanti ad un caffè consumato sul "luogo del delitto", al circolo Arci delle Botteghe quando alcuni giorni fa - pochi minuti prima di una riunione autorizzata - del gruppo di Testai allo stesso circolo, il candidato sindaco aveva accusato Bertini - lì presente - di avergli dato del "fascista", con le successive minacce di querela e le richieste di scuse ufficiali, all'inizio non pervenute.

Bertini aveva espresso, quella sera, perplessità sul fatto che forze di centrodestra si riunissero in un locale storicamente legato alla controparte come il circolo Arci. Bertini, insieme ad alcuni soci, lo aveva fatto presente alla parte "antagonista" e - dopo momenti di confusione - l'incontro salta, con lo strascico dell'epiteto "fascista" attribuito al candidato del centrodestra, secondo la sua versione, da parte di Bertini. Ne era nata una grossa polemica fra i due e fra i rispettivi sostenitori, anche sui social network, con toni abbastanza alti. Testai aveva minacciato querela, poi l'aveva congelata e alla fine si è giunti alla riappacificazione di ieri pomeriggio al circolo Arci quando il giovane segretario democratico ha fatto il primo passo avanti verso animi più distesi: « Sono qui per due motivi: innanzitutto per chiedere scusa a Testai, alle persone che erano con lui e agli stessi soci del circolo. Con Testai non c'è nulla di personale. E poi questa occasione deve dimostrare che la politica non deve essere scontro ma confronto, può essere un punto di partenza per un futuro più costruttivo». Testai, subito dopo, ha risposto: « Accetto di buon grado le scuse, so che non voleva colpirmi personalmente, è stato uno scontro dialettico figlio di quel momento di tensione. Bertini viene da un periodo molto stressante come segretario e forse la poca esperienza gli ha giocato uno scherzetto ma sicuramente non lo ha fatto apposta. Col passare degli anni e con più consapevolezza alle spalle queste cose non gli succederanno più. Chiudiamola qua: per me non è successo nulla». Ecco la conclusione della diatriba Testai - Bertini, uno dei momenti più controversi della ormai lunghissima campagna elettorale verso le amministrative di domenica.