Un esercito di 2.200 angeli capaci di salvare vite umane

Ecco altri 20 defibrillatori, ora un cittadino ogni 100 è capace di utilizzarlo Intanto l’Asl ha messo a punto un piano operativo in caso di maxi-emergenze

EMPOLI. Altri venti defibrillatori in arrivo, che andranno ad aggiungersi ai quarantotto già consegnati alle associazioni di volontariato per la gestione dei servizi di emergenza-urgenza. E ai 100 installati negli impianti sportivi e nelle piazze. Con 1.200 soccorritori volontari abilitati all’utilizzo, insieme ad altri mille “comuni” cittadini. Insomma, ogni 100 abitanti dell’Empolese Valdelsa e del Valdarno Inferiore (2-3 soggetti ogni chilometro quadrato, come sottolinea il direttore sanitario Renato Colombai), c’è una persona in grado di salvare una vita umana grazie a questo strumento. E c’è un altro dato che “fotografa” quanto sia importante questo dispiegamento di forze: nell’ultimo anno sono stati 151 gli utenti sui quali è stato attivato il defibrillatore da personale non sanitario, in pratica tre volte alla settimana. L’Asl 11 e le associazioni di volontariato snocciolano i numeri e gonfiano il petto in vista della maxi-festa organizzata dalla centrale operativa 118 con Anpas, Croce Rossa e Misericordie per sabato in piazza della Vittoria a Empoli.

A scuola di soccorso. Parteciperanno medici e infermieri dell’Asl 11 e soccorritori delle associazioni di volontariato per insegnare come comportarsi di fronte a una perdita di coscienza, fornire nozioni sulla disostruzione delle vie aeree e simulare l’uso del defibrillatore. Ma sarà anche l’occasione per un “ripasso” anche a chi sa già usarlo: più di mille soccorritori sosterranno l’esame di retraining, ossia di riqualificazione professionale per il mantenimento dell’abilitazione. Il direttore generale Monica Piovi, lo definisce «un fiore all’occhiello» e Gionata Fatichenti, della Misericordia sottolinea come «qui da noi il cittadino fa parte del “sistema-118”: il nostro modello può fare scuola». Tutto questo, aggiunge Andrea Lavecchia dell’Anpas «attraverso una formazione gratuita del volontariato, grazie alla sinergia tra Azienda sanitaria e associazioni».

Il nuovo sistema. Ma sabato in piazza della Vittoria sarà presente anche il gruppo maxiemergenze dell’Asl 11 presenterà la novità “Sismax” (Sistema integrato dei soccorsi nelle maxiemergenze), un sistema integrato dei soccorsi in maxiemergenza. Si tratta di un modello di gestione degli eventi straordinari studiato ad Empoli, «i cui punti chiave – sottolinea il direttore del dipartimento Emergenza e 118, Alessio Lubrani – sono semplicità, efficacia e chiarezza».

Di cosa si tratta. Per maxiemergenza si intende un evento in cui ci sia una sproporzione tra richieste di soccorsi e risorse disponibili: dal terremoto che provoca il crollo di un palazzo al maxi-incidente (stradale o ferroviario per esempio) con oltre dieci feriti, fino a eventi di contaminazione chimica, radiologica, biologica e nucleare. «D’altra parte il nostro territorio risulta particolarmente critico sul profilo del rischio chimico, ospitando numerose aziende che lavorano prodotti con sostanze che, se liberate accidentalmente nell’ambiente, possono contaminare anche i lavoratori della stessa azienda e la popolazione che vive vicino ad essa». Ad oggi il 118 di Empoli ha la capacità di istituire un posto medico avanzato in grado di accogliere fino a 50 feriti, in una qualunque parte del territorio, con l’utilizzo di tende pneumatiche, materiale sanitario ed elettromedicale dedicati a tale scopo. La centrale operativa è dotata (dal 2008) di un furgone, modificato allo scopo di rispondere alle esigenze necessarie. L’unità logistica denominata Lima Mike è in grado di fungere da centrale operativa mobile.

Un compito per tutti. Ora l’Asl ha messo a punto il Sismax un sistema che integra le varie componenti del soccorso organizzato, dalla centrale operativa all’unità di crisi aziendale fino ai vari pronto soccorso, passando attraverso tutte le istituzioni che cooperano attivamente nelle operazioni di salvataggio e soccorso dalla zona del “crash”. Le azioni del Sismax sono eseguibili secondo un elenco ben preciso, dettagliato e organizzato per priorità; ogni ruolo operativo avrà la sua cascata di azioni da compiere, non lasciando spazio all’improvvisazione, ma uniformando, invece, il comportamento degli operatori in caso di evento straordinario, non solo a livello territoriale, ma proprio integrando i vari livelli, a partire dall’unità di crisi sanitaria. Tale strumento «nato in tempo di pace – spiega Lubrani – secondo studi di pianificazione tattica, punta ad alleviare lo stress sull’operatore, a non far ritardare o dimenticare nessuna azione fondamentale, a sensibilizzare e formare il personale sanitario, a innovare la gestione degli eventi, nonché a rendere giuste, fruibili ed immediate le azioni da compiere».

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