In quattro anni ha costruito una mini-città di treni

Valdelsa: grazie a questo suo hobby, l’autore del plastico Paolo Bartali smorza i timori per le sorti della sua azienda che ha avuto un calo di lavoro

plastico

 

GAMBASSI. Con l’estate 2014 saranno 4 anni di lavoro, nottate e tanta passione per la realizzazione di un plastico ferroviario a più piani che prende il nome di un bambino di 5 anni, Filippo. L’artefice dell’”opera” è Paolo Bartali, 54 anni fatti il 17 gennaio, residente a Badia a Cerreto, frazione di Gambassi Terme. Che, appunto, ha intitolato il plastico a suo figlio.

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L’appassionato di modellini ferroviari, nato a Certaldo e impegnato come magazziniere alla Triganò di Poggibonsi ha deciso di dar vita a un plastico che non ha eguali in Valdelsa e il suo sogno è quello di aprirlo un giorno alle scuole. La sua passione e questo hobby lo hanno distratto dai problemi del lavoro. La sua azienda infatti, tra la cassa integrazione e le difficoltà del settore, sta attraversando un momento non facile, e lui ha deciso di coltivare così quelle idee che da anni maturava. Il figlio Filippo è un appassionato di treni e ha assistito il padre durante la costruzione.

LE FOTO DELLA MAXI-COSTRUZIONE

Una costruzione maniacale, curata in ogni dettaglio. Innanzitutto oltre alle idee è fondamentale il dato di partenza: dar vita a un plastico ferroviario richiede impegno e risorse economiche. Sacrifici e sforzi che vengono concentrati alla fine nel risultato di veder scambiarsi treni con rumori reali, le uscite dalla galleria, magari a due passi da una montagna innevata, dove è in arrivo una funicolare di un metro e mezzo dal costo di 380 euro. I suoi principali punti di riferimento sono Ebay e Barberino dove si trova un negozio di modellismo. La cura dei dettagli è la qualità principale che emerge da questo plastico che alle sue spalle ha una cornice che omaggia il paese di Certaldo, borgo natale di Bartali.

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