Chiusura dell’Opg: un rinvio. L’ennesimo

La struttura probabilmente non sarà chiusa a marzo del prossimo anno come era stato previsto

MONTELUPO. Ancora non ci sono dichiarazioni ufficiali. Ma tutti negli ambienti giudiziari e carcerari danno quest’indicazione: l’Opg non verrà chiuso neppure a marzo 2014. Si prospetta un nuovo rinvio forse di un anno. O anche oltre fino al 2016.

Ancora le strutture che dovranno accogliere gli internati in struttura senza sorveglianza oppure con sorveglianza 24 su 24 (per i casi più gravi) non sono pronte. E di conseguenza l’Opg continuerà nella sua funzione tenendo in un carcere malati con scarsa assistenza sanitaria.

Al momento gli internati sono 105 e di questi 40 sono toscani. Con la chiusura degli Opg, i malati che vengono da altre regioni dovranno essere riportati nei luoghi d’origine. Ieri mattina all’Opg è andato Franco Corleone, il garante per i diritti dei detenuti in particolare per monitorare la situazione delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale. «Sono circa trenta - ha detto Corleone all’uscita - gli internati con misura di sicurezza ma senza essere stati sottoposti a perizia per stabilire se sono capaci di intendere e volere. La loro presenza è una novità in questa struttura».

Si tratta di persone che hanno commesso reati anche lievi come molestie e furti. Tra quelli singolari il caso di un clochard che ha molestato una commessa in un negozio. E che ora è rinchiuso. Ricoverati senza perizia anche alcune persone accusate di stalking. «Dovrò fare una valutazione con la magistratura per approfondire la loro presenza all’interno dell’Opg», ha detto. Poi il garante dei detenuti , in vista dell’arrivo oggi di Marco Cavallo, ha parlato anche della proroga della chiusura dell’istituto carcerario.

«L’incontro – ha spiegato Corleone – che ho fatto dovrebbe servire per offrire sia alla Regione che all’amministrazione penitenziaria prospettive future dopo la chiusura della struttura». « L’auspicio – conclude il Garante – è quello che la Toscana faccia da apripista rispetto ad altre regioni, che la chiusura dello psichiatrico sia fatta nei tempi dell’iniziativa autonoma e non in quelli delle proroghe». «La Toscana deve proporsi in maniera propositiva per dare un futuro diverso agli internati». In sostanza bisogna pensare a soluzione intermedie.

Intanto il 20 dicembre Franco Corleone tornerà all’Opg di Montelupo per proporre alcune soluzioni in vista della chiusura della struttura. In più il 31 marzo organizzerà un convegno con la Fondazione Michelucci per parlare anche di recupero della struttura dal punto di vista architettonico. «La Villa medicea dell’Ambrogiana grida vendetta, deve essere inserita tra i siti medicei patrimonio dell’Unesco - spiega ancora - deve poter essere fruibile anche dalla cultura non escludendo per la parte esterna una struttura a bassa sorveglianza».

Lucia Aterini

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