Costa Etrusca, super festa di compleanno 90 anni di corsa per un grande traguardo

I ragazzi in pista con le maglie celebrative, la targa del Comune, una foto inedita. E il ricordi dei campioni del passato

Michele Falorni

CECINA. Novant’anni dopo la corsa che battezzò i campionati provinciali Avanguardisti di atletica, a due passi dal ponte sul fiume Cecina, la pista dedicata al re della velocità, Pietro Mennea, ha celebrato la storia e la memoria del Circolo giovanile atletica costa etrusca, che dell’Opera nazionale dopolavoro Solvay – la società del 1931 – è la moderna estensione.


Le maglie dell’epoca indossate dai suoi tesserati, bianche con la striscia orizzontale azzurra sul petto, ne hanno ricordato il cammino, e sebbene l’albo d’oro non giochi, restano il simbolo e l’emblema del complicato periodo tra la prima e la seconda guerra mondiale. Alla cerimonia, insieme ai parenti degli eroi del secolo scorso, hanno partecipato il sindaco di Rosignano Daniele Donati e il presidente dell’Agenzia dello sport Riccardo Nannetti, l’assessore comunale Mauro Niccolini e la presidente del sodalizio padrone di casa Sonia Falchetti. Ai quali Simone Francalacci, delegato provinciale Fidal, ha consegnato una targa con la foto dell’arrivo dei 100 metri corsi nel 1934 al motovelodromo Salvestrini di Piombino. Una rarità sbucata dagli archivi. «Se oggi contiamo su centinaia di atleti – spiega Falchetti – il merito è di chi ha sempre creduto nei progetti a lungo termine. Non dimentichiamo le quattro maglie azzurre che abbiamo donato alla nostra nazionale: Adelmo D’Ercole negli 800 metri, Paolo Pescia nel disco, Sergio Pozzi nel mezzofondo e Alessia Niotta nello sprint». Un risultato prestigioso, come il record italiano della distanza che il futuro campione olimpico Alex Schwazer stabilì nella 50 chilometri di marcia a Rosignano nel 2007, dove nel 1935 venne inaugurato il primo campo di atletica, oggi in ristrutturazione. Grazie allo stabilimento Solvay, nel 1973 l’associazione ricevette dal Coni la medaglia di bronzo al merito sportivo e, complice l’unione con Cecina, il raggio di azione si è ampliato fino a raggiungere San Vincenzo e Venturina, le ultime conquiste.

Sullo sfondo, il libro che la dottoressa Arianna Faucci compone, spulciando nelle biblioteche e recuperando il tempo perso a causa della pandemia. «Questa è una storia gloriosa – ha sottolinea Donati – e, se quasi un secolo dopo l’associazione guarda al futuro significa che l’obiettivo è raggiunto, poiché mai come in questo momento l’attività fisica è motore di socialità per l’intero territorio». Concetto ripreso da Niccolini, che ha premiato Sonia Falchetti con una targa a nome del Comune e del sindaco Samuele Lippi, ricordando che prendere parte a una manifestazione così ben organizzata è motivo d’orgoglio. Pure per chi, rispettando le normative sanitarie, si è seduto in tribuna e ha seguito le gare. Dopo l’intervento di Nannetti e Francalacci, il microfono è passato al dottor Paolo Pescia: «Lo sport – ripete – è la medicina contro il bullismo, in quanto apre percorsi virtuosi da seguire nella vita». Frasi semplici ma di grande impatto per i ragazzi e le ragazze che, sull’anello rosso, si sono misurati con la corsa, il salto in alto, in lungo e con l’asta, gli ostacoli e altre discipline che caratterizzano l’atletica leggera, onorando la leggenda degli uomini che, nel 1931, scrissero una pagina memorabile.

Tra questi, Ottorino Franchini e Ottorino Niccolai, primo e quarto nel giavellotto, e Massimo Vestrini, il cui lancio del disco a 39.12 metri stabilisce il primato regionale under 20. —

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