Castiglioncello guarda già avanti

Mister Citi: «Ripartire ha poco senso, il campionato sarebbe falsato. E poi senza tifosi non è calcio»

Michele Falorni

CASTIGLIONCELLO. Non sono mesi facili per nessuno e anche il calcio dei dilettanti si interroga sul futuro. Il Castiglioncello, salito a primavera scorsa in Promozione, è sbarcato nel girone C e come le altre iscritte, tra cui il Cecina, ha disputato un solo turno di Coppa Italia e due partite di campionato, iniziato l’11 ottobre e terminato sette giorni dopo, il 18, a causa del meno prevedibile degli avversari: il coronavirus.


Mister Gabriele Citi non si arrende, ma conferma che «se la stagione ripartisse sarebbe falsata, poiché per ritrovare la condizione fisica dopo mesi di inattività servirebbero almeno venti giorni di lavoro. Senza considerare che, giocando solo l’andata con qualche gara infrasettimanale, avremmo un quadro relativo».

Per lui, meglio ritrovarsi ad agosto e pensare subito al 2021-22. Certo, gli allenamenti e la sfida della domenica mancano, prosegue il tecnico, e il campo restituirebbe solo verdetti non veri. Dispiace, ma questa è la situazione, difficile da gestire e complicata da analizzare. Gli azzurri, sottolinea, «non sono stati ripescati come spesso ho letto, ma promossi in quanto vincitori della Coppa Toscana a pari merito con il San Piero a Silva, salito pure lui in Promozione. Nel 2019-20, prima che la pandemia chiudesse l’Italia e costringesse a fermarsi il mondo dello sport, nel campionato di Prima categoria il Castiglioncello era terzo a quattro punti dalla prima e a sei giornate dalla conclusione. E, da novembre 2019 a febbraio 2020, avevamo centrato nove successi di fila».

Come succede a tutti, staff e tesserati dialogano via telefono per stabilire sedute ed esercizi individuali. Niente contatti né utilizzo degli spogliatoi, dicono le norme anti contagio. Bisogna organizzarsi in modo diverso, mantenendo l’equilibrio e sperando un giorno di tornare al campo, dove la squadra non va da Natale.

Citi ripensa al settembre dell’anno passato, quando le speranze riposte nel 2020-21 erano altre: battuti i Colli Marittimi in Coppa Italia, con l’andata a porte chiuse a Montescudaio e il ritorno a Rosignano Solvay, il campionato di Promozione era iniziato abbastanza bene. Perso l’esordio in casa con il Mazzola Valdarbia, ma con due reti annullate, il successo è arrivato la domenica successiva a Gambassi. «Avevamo la rosa all’altezza della categoria – prosegue il mister – e il nostro obiettivo era la salvezza. Detto questo: mia auguro che il pubblico torni a seguire i dilettanti, perché è impensabile giocare senza sostenitori sugli spalti. Oltre alla perdita dell’incasso, manca una componente fondamentale».

Vero: gli appassionati sono sempre la degna cornice al quadro, e assistere agli incontri senza cori e commenti è davvero surreale. Intanto, dirigenti e giocatori, non solo via waths app, vanno avanti, consapevoli che l’emergenza sanitaria ha stravolto le regole e servono molta pazienza e capacità di programmare almeno in linea di massima. —

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