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Fa il vaccino in ritardo di 3 giorni, disabile sanzionata: «Avevo prenotato»

La lettera spedita dall'Agenzia delle Entrate e un ambulatorio per la vaccinazione

A denunciare il fatto è la sorella dell’invalida che vive a Cecina. «Ho telefonato io per l’appuntamento ma non c’era posto»

CECINA. Nelle maglie dei controlli e delle sanzioni per gli over 50, che sono sfuggiti all’obbligo vaccinale, c’è finito anche chi quell’obbligo lo ha rispettato, pur tra mille difficoltà. È quanto racconta una cittadina di Cecina che protesta contro l’Asl Toscana nord ovest e l’Agenzia delle entrate. Da questi uffici, infatti, un mese fa, è stata inviata alla sorella disabile una sanzione da 100 euro, considerandola inadempiente rispetto all’obbligo vaccinale. Sulla base degli elenchi pervenuti dal ministero della Salute e delle segnalazioni Asl la macchina burocratica - ormai è noto - si è messa in moto.

«Mia sorella è disabile al cento per cento, vaccinata con tre dosi visto che fa anche parte delle categorie fragili e ha più di 50 anni. La terza dose, visto che a gennaio eravamo in piena pandemia, non siamo riusciti a farla entro la fine di gennaio. Il 15 ho prenotato e poi la somministrazione c’è stata il 3 febbraio. Ebbene, ora l’Agenzia delle entrate ha sanzionato mia sorella e nessuno, con il solito muro di gomma, vuole annullare la sanzione». La cittadina fa presente che dopo avere ricevuto la lettera dell’Agenzia delle entrate ha provato più volte a dialogare con i vari uffici. Si è rivolta anche al numero gratuito 1500 per le domande sul Covid-19 e per ricevere informazioni e assistenza sulla Certificazione verde Covid-19.

«Tutti mi rispondono nello stesso modo, cioè che devo pagare la sanzione. Quando ho fatto presente che non è stato per colpa nostra se non abbiamo fatto il vaccino nei tempi indicati mi rispondono che non possono farci niente. La risposta più assurda me l’ha data un’operatrice del 1500. Lei sostiene che dovevamo informarci sui social che mia sorella, essendo una categoria fragile, avrebbe avuto la precedenza su altri cittadini». Una risposta che ha mandato su tutte le furie la sorella della cinquantenne disabile.

«Vi rendete conto di cosa mi hanno risposto? Avrei dovuto informarmi sui social network. Sui social non ci sono e non ci voglio essere. Invece l’Asl avrebbe dovuto attivarsi per fare in modo che mia sorella, vista la sua disabilità, avesse la terza dose nei tempi indicati dalla normativa». Ora la cittadina ha deciso di rivolgersi al nostro giornale, di esporre il suo problema nella speranza che qualcuno si attivi per annullare la sanzione. «Finora non mi hanno voluto ascoltare. L’Agenzia delle entrate dà la colpa all’Asl e questi ultimi se la prendono con l’Agenzia delle entrate. Insomma, si rimpallano. Una classica storia all’italiana.

«Non si parla di una sanzione da poco, ci sono in ballo cento euro che non vogliamo pagare, visto che mia sorella è in regola con l’obbligo vaccinale e ogni ufficio ha ricevuto tutta la documentazione necessaria, certificati e dichiarazioni».

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