L'autostrada ancora non c'è, ma l'odiosa gabella per quei 4 chilometri resta

Il casello della Tirrenica a Rosignano

Un costo da cui da anni i sindaci della Bassa Val di Cecina chiedono l’abolizione. Ma inutilmente.

Quei 4 chilometri più cari d’Italia sono diventati simbolo di una gabella odiosa da versare: 0,70 centesimi per percorrere l’ultimo tratto dell’A12, da Rosignano a San Pietro in Palazzi (nel comune di Cecina). L’ ultimo miglio che sfocia nel percorso della Variante Aurelia, gratuito e per larghi tratti dissestato. Quella Variante che in futuro dovrebbe diventare il prolungamento dell’autostrada fantasma per antonomasia: la Tirrenica. 53 anni di attesa, progetti, ripensamenti... nulla di fatto. Quegli ultimi 4 chilometri sono stati inaugurati nel 2009: taglio del nastro dell’allora ministro Altero Matteoli (che sulla vecchia Aurelia ha perso la vita pochi anni dopo in un incidente) con l’ex presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.

È il “Lotto 1”, nome evocativo che voleva essere un portafortuna per la prosecuzione dell’autostrada per Roma. Ma è rimasto sulla carta. Unica concessione: i 200 milioni stanziati lo scorso anno nell’ambito del Pnrr, meno di un decimo del costo necessario a completare l’adeguamento dei 187 chilometri che separano il casello di San Pietro in Palazzi da Tarquinia. Ma ancora non spendibili. Restano quei 70 centesimi di percorrenza per le auto, che per pick-up, roulotte e tutti i veicoli con più di due assi salgono a un euro, per arrivare nel caso di mezzi pesanti fino a 1,80. Una gabella di cui da anni i sindaci della Bassa Val di Cecina chiedono l’abolizione. Ma inutilmente. Una gabella anti-turistica: se si somma l’obolo dell’ultimo miglio alla tratta precedente, da Collesalvetti alla barriera di Cecina, la cifra è davvero consistente: 5,40 per le vetture, 5,60 per la classe B, e ancora 7,70 per la classe 3, 11,90 per la 4 e 13,80 per la 5.