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La Rosignano che vorrrei: piccoli ritocchi cercansi

Uno scorcio di piazza Monte alla Rena, a Rosignano Solvay

Quilici: «Parcheggi, da fare con poco», Bellofiore: «Luoghi d’arte da rivalutare»

ROSIGNANO. Sette frazioni, dal mare alla collina: Rosignano è il comune più grande della Bassa Val di Cecina, che conta 30.053 abitanti; il suo capoluogo, Rosignano Marittimo, ne conta 2.342 ed è, per numero di abitanti, il quarto dei sette centri abitati del comune delle Sei rose. Ma nonostante la sua grandezza, ci sono dei cittadini che non cambierebbero nulla di questo luogo mentre altri, innamorati anch’essi della propria città natale, colgono però delle possibilità da sfruttare maggiormente. «Sono tantissime le cose che mancano e che potremmo avere con poco, senza pensare a progetti faraonici - dichiara Alessandra Quilici, presidente della Pro Loco di Rosignano - avevamo creato anche un gruppo Facebook sull’argomento, che inizialmente riceveva tanti commenti e richieste, poi è rimasto li, abbandonato a sé stesso. Quello che secondo me manca a Rosignano sono i parcheggi, che dovrebbero essere fatti in aree apposite: la piazza Monte alla Rena e la zona adiacente alle Quattro repubbliche marinare non possono rimanere come parcheggi, quelle zone andrebbero riqualificate per costruire qualcosa da sfruttare nel periodo estivo, per i cittadini, i turisti. Inoltre, non sarebbe male sistemare e fare un bel locale al Sirena, creare un punto azzurro alle Spiagge bianche anche a Rosignano Solvay, dar vita a un’area feste, una piscina comunale… sicuramente mi sto dimenticando qualcosa, ma possiamo dire che cose da fare a Rosignano ce ne sarebbero».

Della stessa opinione è anche Luca Bellofiore, cittadino di Castiglioncello da sempre appassionato di espressioni creative e insegnante di materie umanistiche, che dichiara: «I parcheggi sono sicuramente un gran bel problema anche a Castiglioncello: si è parlato a volte di farne uno sotterraneo e per me questa sarebbe la soluzione. In questi ultimi anni sono stati fatti dei lavori, magari a volte la tempistica non è delle migliori, ma almeno vengono effettuati. Però ci sono veramente ancora tante strade che non permettono una buona viabilità. Ci sono le radici degli alberi che spuntano e tante altre cose che, fra i vari paesi del comune, rendono difficile risolvere questo aspetto. La manutenzione della Torre medicea a Castiglioncello è ferma dal 2016: ci sono delle infiltrazioni, perché è vicina al mare. Ma siccome a livello gestionale se non ricordo male è ancora della Pro Loco Castiglioncello ma a livello di possesso è del Comune, nessuno dei due enti si è deciso a fare una perizia come si deve, perché in un caso dovrebbe pagare chi gestisce e in un altro caso dovrebbe pagare chi possiede. C'è un rimpallarsi che conduce al punto a cui siamo, ovvero al fatto che un posto che è del 1600 (e che non ha nulla di particolare ma un panorama bellissimo a cui arrivare ce l'ha) e che a suo tempo è stato sfruttato benissimo per il turismo; è lì ed è chiuso.

Stesso discorso per il Castello Pasquini che non è realmente più agibile e meriterebbe una bella spesa perché nonostante non sia realmente antico è un simbolo, ha ospitato tante belle mostre e mi piacerebbe che riprendesse a ospitarle, così come ha ospitato tanta musica e tanto teatro. In questo contesto non posso non menzionare la Villa Celestina che è un posto bellissimo in una posizione bellissima. Mi rendo conto che sia imbarazzante dire che di fatto nacque come casa di un gerarca fascista, ma è comunque un tesoro del ‘900 e potrebbe essere utilizzata benissimo; per esempio potrebbe ospitare un bel Museo del Novecento. Inoltre, l'organizzazione a livello di informazioni e comunicazione, che in un posto sostanzialmente turistico dovrebbero essere fondamentali, sono lacunose e spesso date in mano a dei privati che poi non sanno farci ed è veramente un peccato.

Ci sarebbe molto da dire sulla mancanza di coesione: questa è resa difficile anche dal comune, ma anche dal tipo di gente che c'è in questa zona. Poi, da Vada in su, poiché è già Maremma, è già un altro tipo di mentalità, le cose cominciano essere un po' più organizzate, ma insomma, io che provo sempre a coinvolgere le persone, a fare collaborazioni, a non essere esclusivo ma inclusivo, a non sovrappormi a iniziative di altri, vedo che questo atteggiamento è praticamente inesistente qui in zona. Penso che anche tanti gestori di attività che fanno bene al nostro turismo lavorino proprio in questo modo, a mio parere estremamente sbagliato».

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