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La sezione del nido deve chiudere, genitori in quarantena. Ma non serviva

L’ingresso del nido Mammolo

Rosignano, il racconto della madre di uno dei dodici bambini. Scoperto un caso positivo, l’attività bloccata fino a ieri

ROSIGNANO. Il nido chiude per Covid e per i genitori sono disagi. Solo ieri la sezione piccoli (frequentata da 12 bimbi) dell’asilo nido Mammolo è stata riaperta. «Purtroppo come succede in questo periodo c’è stato un caso positivo (il bambino per fortuna sta bene). Il bambino ha frequentato fino a mercoledì 19, domenica 23 è stata refertata la positività» comincia la segnalazione di una mamma, che parla anche a nome di altri genitori.

Il Comune, d’accordo con l’Asl e visto che domenica sarebbe stato difficile fare ulteriori tracciamenti e verifiche, come ha spiegato ieri mattina l’assessore, Ilaria Ribechini, ha deciso la chiusura della bolla. «Noi genitori siamo stati tutti avvisati la domenica pomeriggio. Da lì sulla chat delle mamme sono partite le mille domande perché nonostante l’ultimo decreto (8 gennaio) il conto e soprattutto il risultato non ci tornava. Il lunedì 24 il comune, nella persona del responsabile dei servizi scolastici, si è limitato ad applicare un decreto senza contestualizzare la situazione, ha perciò disposto e ufficializzato la chiusura del nido. E pertanto la nostra quarantena a partire da lunedì 24 (non è la data dell’ultimo contatto e neppure dalla data del test antigenico)» . Il nido chiuso, come si può immaginare, ha creato problemi di organizzazione per le famiglie. «La situazione che ha creato questa chiusura ci ha costretti a mobilitarci in ogni modo possibile, finché abbiamo avuto notizie ufficiali da parte dell’Asl che il nido riapriva il 26 gennaio. I bambini ritornano a frequentare senza necessità di tampone di rientro in quanto la nostra quarantena non aveva senso» si sfoga la cittadina.


«Siamo stati fortunati, ma pensiamo a come l’incapacità di contestualizzare una situazione come la nostra ha fermato dodici famiglie creando enormi disagi: uno dei genitori è dovuto rimanere a casa con il figlio per due giorni, senza poter lavorare (i dipendenti possono chiedere il congedo Covid, ma le partite Iva e i commercianti no! Senza considerare il disagio creato sui posti di lavoro che hanno dovuto riorganizzarsi per le assenze di alcuni lavoratori! I pediatri hanno perso tempo anche loro per emettere le ricette per poter effettuare i tamponi di fine quarantena: dati i tempi conviene muoversi e prenotare subito. C’è anche da valutare che una serie di persone appartenenti alla categoria dei sanitari «sono state attivate per interessarsi alla nostra situazione e renderci la libertà che ci spetta, quando potevano occuparsi di altro». La cittadina, che si è rivolta a Il Tirreno, per segnalare il disservizio, ha deciso di rendere pubblica la vicenda perché possa «frenare in futuro l’impulso di alcuni a chiudere una scuola o anche un asilo nido così alla leggera risparmiando un sacco di disagi a noi o ad altri genitori come noi».

L’assessore Ribechini spiega che l’ufficio scuola ha agito per tutelare i bambini. «Di domenica, quando c’è stata la conferma del caso di positività non avendo la certezza dell’ultimo contatto e di possibili contagi con le insegnanti è stato deciso di sospendere il servizio, non essendo molto chiara la circolare che deve essere presa come riferimento in questi casi».

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