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Esplosione nella villetta della California: idraulico a processo per omicidio e lesioni

Martina Rossetti e la villetta della California dopo l'eplosione del 2019

Lo scoppio costò la vita a Martina Rossetti, che morì dopo 42 giorni di agonia. Le prossime tappe dell'iter giudiziario

BIBBONA. Andrà a processo l’idraulico di Cecina accusato di omicidio colposo e lesioni perché, secondo la procura, non chiudendo la valvola del gas all’interno della villetta avrebbe causato la deflagrazione e la morte di Martina Rossetti.

Michele Splendiani, 50 anni, idraulico di Cecina, il giorno prima dell’esplosione aveva eseguito dei lavori all’impianto di distribuzione del gas della villetta.

I fatti risalgono al 22 settembre 2019. Martina Rossetti e il compagno Giuliano Geri tornano nella loro casa di via Ederle e, secondo quanto ricostruito dai vigili del fuoco, viene aperto il rubinetto del gas accanto al frigorifero della cucina in modo tale da poter attivare il fornello. Ma la casa si riempie di gas. Poi, una scintilla. E l’esplosione. Siamo alla California, in un’area residenziale che si trova vicino alla ferrovia. Nella palazzina bifamiliare al civico 11 di via Ederle in quel momento ci sono tre persone: Martina, impiegata al Conad di Donoratico, suo figlio tredicenne e il compagno di lei, Giuliano Geri, 41 anni, responsabile del supermercato Conad di Cecina.

Martina Rossetti è morta dopo quarantadue giorni di agonia nel suo letto del reparto grandi ustionati dell’ospedale di Cisanello, a Pisa. Per oltre un mese è stata in coma farmacologico. Poi le sue condizioni sono diventate troppo gravi e non ce l’ha fatta. Giuliano Geri, invece, è sopravvissuto, ma da quella maledetta sera è costretto su una sedia a rotelle.

Ieri al tribunale di Livorno c’è stata l’udienza preliminare di fronte al giudice Marco Sacquegna. Ed è stata accolta la richiesta del pubblico ministero Pietro Peruzzi. Splendiani andrà a processo, con la prima udienza prevista per il 9 maggio. Senza domandare eventuali riti alternativi, la difesa, costituita dall’avvocato cecinese Federico Pazzaglia, aveva chiesto il non luogo a procedere.

La difesa porta d’altra parte avanti la tesi della non causalità tra l’attività svolta dall’idraulico e l’esplosione. Vuole cioè dimostrate che «l’evento (l’esplosione, ndr) verificato dall’accensione in cucina – spiega l’avvocato Pazzaglia –, non dipende direttamente dall’attività di Splendiani che, peraltro, aveva avvertito che sarebbe stato meglio evitare gesti simili». Per cercare di dimostrare tutto ciò in sede processuale sarà probabilmente chiesta un’ulteriore perizia tecnica.

In attesa dell’udienza del 9 maggio, è stata intanto ammessa la costituzione delle parti civili. Prisco Rossetti e Valentina Rossetti, padre e sorella di Martina, sono seguiti rispettivamente dagli avvocati Maria Alessandra Pisano e Bruno Neri che è anche il legale di Mario Piazza e del figlio minorenne della donna. Giuliano Geri è invece affiancato dall’avvocato cecinese Enrico Marinaie dalla legale Chiara Serradimigni.

«Le indagini portate avanti dalla procura sono state svolte con grande serietà – dice Marinai –. Ora, a maggio, inizierà in processo davanti al giudice Guarini per un evento che ha completamente stravolto la vita di un ragazzo».

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