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Campione di tiro a volo morto a caccia, ci sono 8 indagati. La famiglia: "Chiarezza su soccorsi e cure"

La famiglia ha presentato un esposto in Procura a Livorno per chiedere di far luce sui tempi dei soccorsi e sulle cure prestate a Cristian Ghilli, 19 anni

PONTEGINORI. Si svolgerà lunedì l’autopsia su Cristian Ghilli, il campione di tiro a volo di 19 anni, morto la sera di Befana, a distanza di alcune ore da un incidente di caccia nei boschi in località Gello, tra Ponteginori e Montecatini Valdicecina. Le prime indagini sono state svolte dalla Procura di Pisa. Poi la competenza è stata trasferita a quella di Livorno, visto che il giovane è morto all’ospedale di Cecina. Ma non è questa la ragione iniziale del rinvio dell’autopsia e di conseguenza del funerale.

La famiglia di Cristian Ghilli, assistita dall’avvocato Giacomo Giribaldi di Livorno, ha presentato un esposto per chiedere che sia fatta piena luce sui tempi dei soccorsi e sulle cure che sono stati prestati al ragazzo. Prima degli accertamenti medico legali, che aiuteranno a capire le cause della morte di Cristian, la Procura ha ricostruito i fatti del 5 gennaio. Mentre i carabinieri hanno sentito i testimoni oltre ai familiari, sono state disposte altre indagini.

La Procura ha acquisito le telefonate con le richieste di aiuto, compresa la registrazione della prima chiamata arrivata alla centrale del 118 da parte della madre del giovane. Una volta focalizzata la dinamica e le tempistiche dei soccorsi, il pm Antonella Tenerani ha affidato l’incarico dell’autopsia. Al tempo stesso sono state iscritte nel registro degli indagati per il reato di omicidio colposo otto persone, operatori sanitari che, con ruoli diversi, hanno prestato le prime cure a Cristian, ne hanno disposto il trasferimento a Cecina e gli hanno praticato le cure necessarie, compreso l’intervento chirurgico che non è riuscito a scongiurare il peggio.

Le iscrizioni sono atti di garanzia per procedere con gli accertamenti tecnici irripetibili e con l'autopsia. E’ ancora prematuro, così viene spiegato, parlare di responsabilità. Il primo a soccorrere Cristian, rimasto cosciente dopo la caduta nel fango e il ferimento, è stato il padre, Samuele Ghilli. Pur nella drammaticità della situazione, con il cuore a mille e la paura negli occhi, il ragazzo avrebbe avuto la forza di raccontare che era inciampato mentre raccoglieva dei bossoli. Scivolando nel fango, gli è partito un colpo dal fucile calibro 12 che lo ha raggiunto all’addome e a una mano. Poi i soccorsi, la richiesta di un intervento per un incidente. Inizialmente i soccorritori non avrebbero capito che il 19enne si era ferito mentre era a caccia. Avrebbero pensato a un incidente lungo la strada. Arrivato sul posto, il medico si è subito reso conto che invece il 19enne aveva una grave ferita causato da un’arma da fuoco. Trasferito in ospedale a Cecina con un codice di massima gravità, i medici hanno tentato un disperato intervento chirurgico all’addome per arrestare la grave emorragia in corso, ma Ghilli è morto durante l’operazione.

Un dramma senza fine per la famiglia e chi lo conosceva. Dopo l’esposto, il sostituto procuratore di Pisa Giovanni Porpora ha trasmesso gli atti alla Procura livornese, competente per territorio in quanto la morte è avvenuta a Cecina. In prima battuta era stato nominato per l’autopsia il professor Luigi Papi, confermato nell’incarico. Ghilli era nato nel 2002 all’ospedale di Pontedera e viveva a Ponteginori. Fin da bambino aveva coltivato la passione per il tiro a volo fino al superamento degli esami di abilitazione venatoria, una volta raggiunti i 18 anni, frequentando il corso di preparazione di Federcaccia in Valdera, lui infatti era socio della sezione di Capannoli.

Quando i carabinieri di Ponteginori sono stati informati dell’incidente di caccia hanno effettuato i rilievi sul posto e hanno parlato con i familiari e gli amici, ancora sotto choc per aver assistito alla tragedia. Messi a fuoco i tempi di quel maledetto pomeriggio, la famiglia, in un momento così difficile, si chiede se è stato fatto tutto il possibile per cercare di salvare lo sfortunato giovane.

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