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Ospedale di Cecina, più posti letto per il Covid ma vengono rinviati gli interventi

Direzione e Asl Nord Ovest hanno deciso lo stop delle attività di riabilitazione per fare fronte all’impennata di contagi

CECINA. L’impennata dei casi Covid continua a mettere sotto pressione gli ospedali, costringe a rivedere le politiche aziendali e a tagliare le attività programmate. Anche l’ospedale di Cecina ha riprogrammato le varie attività di assistenza cominciando a chiudere alcuni servizi. Per prima cosa la direttrice Giovanna Poliseno ha fermato, in accordo con la direzione dell’Azienda Usl Toscana nord ovest, tutta l’area di degenza della riabilitazione e di medicina di bassa intensità, pari a venti posti letto. In quest’area è stata trasferita la medicina no Covid. L’attività chirurgica programmata verrà intanto adeguata a nuovi standard: saranno garantite le urgenze, le neoplasie maligne e gli interventi di classe priorità A, come da indicazioni regionali e ministeriali. È stato infatti necessario ridurre l’attività di sala operatoria mantenendo un’unica sala (8-14) per le attività classificate come urgenze differibili classe A. Vale a dire per gli interventi da eseguire in tempi relativamente brevi (da cui il carattere di urgenza) ma non così tanto da avere una priorità assoluta su altri pazienti. Sono stati ridotti i posti letto dell’area chirurgica per fare spazio ai pazienti Covid che hanno bisogno di essere ricoverati.

Ora i posti letto sono 18 rispetto ai 35 assegnati prima della nuova emergenza determinata dalla variante Omicron. Per quanto riguarda le attività ambulatoriali della medicina l’ospedale è in grado di garantire solo le priorità B (prestazioni da eseguire entro dieci giorni) e le urgenze.


La direzione dell’ospedale è stata costretta, sempre per rispondere a una maggiore richiesta di cure per pazienti Covid, in larga percentuale non vaccinati, a rimodulare i posti letto delle medicine con una separazione inevitabile tra area Covid e quella “pulita”, come viene definita in gergo l’attività no Covid. Alcuni posti letto della medicina sono stati assegnati alla cardiologia in via temporanea tenuto conto che è stata riaperta la “bolla”, un reparto dedicato ai pazienti Covid che ha raggiunto in questi giorni il massimo della capienza con 24 posti letto.

La rianimazione è stata potenziata e dispone di quattro posti letto, ora interamente occupati. Due letti dell’Utic (della cardiologia) sono invece stati messi a disposizione per la rianimazione no Covid. La situazione è sotto controllo ma sempre piuttosto complessa da gestire, come spiega la direttrice dottoressa Poliseno.

Come era successo durante la prima fase della pandemia, l’ospedale si trova a fare i conti anche con le assenze del personale sanitario ridotto, perché positivo al Coronavirus o per le mancate assunzioni; lo stop alla chirurgia programmata e alle attività ambulatoriali viene considerato il primo passo per avere a disposizione più personale da dedicare all’assistenza Covid.

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