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Rifiuta il vaccino anticovid: dipendente comunale sospeso

Il provvedimento del Comune di San Vincenzo è il primo preso da un’amministrazione pubblica della Val di Cornia

SAN VINCENZO. Il Comune di San Vincenzo prende provvedimenti contro il dipendente inadempiente all’obbligo vaccinale anticovid. Sospeso dal servizio e dalla retribuzione per non essersi sottoposto a vaccino, nonostante avvisi e inviti. È il primo caso in Val di Cornia.

Dal 15 dicembre è in vigore l’obbligo vaccinale per determinate categorie di operatori pubblici appartenenti a settori particolarmente esposti al pubblico, il personale dei servizi educativi dell’infanzia e della polizia municipale. È quanto dispone il decreto legge 172 del 26 novembre: misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da Covid-19. Insomma, la vaccinazione è un requisito essenziale e si applica a tutto il personale, sia a tempo indeterminato che determinato, in forza nei due settori. Restano per adesso al riparo dal provvedimento i dipendenti di altri uffici. Sarebbero cinque quelli che si stanno presentando al lavoro con il green pass semplice, che si ottiene con i tamponi. Tra questi uno è risultato positivo al Covid ed è attualmente in isolamento nella propria abitazione.


«La crescita della curva dei contagi a San Vincenzo e in Val di Cornia è esponenziale e sappiamo che il numero dei casi non dichiarati e quelli di persone autocertificate che si sono messe in quarantena è diverso dai numeri che ci arrivano dall’Azienda sanitaria, che ha ormai il sistema in tilt – afferma il sindaco di San Vincenzo Paolo Riccucci –. Responsabilmente abbiamo cercato di annullare tutti gli eventi e di limitare tutte le situazioni a rischio di essere un’ulteriore fonte di contagio, a maggior ragione non potevamo essere noi a creare un’isola di disapplicazione della normativa tra i dipendenti comunali». Che aggiunge: «Il provvedimento che abbiamo preso, che può sembrare eccezionale, è stato per noi un atto di ordinaria amministrazione visto che è quanto prevede la norma. L’esenzione dall’obbligo vaccinale, infatti, deve essere certificata dal medico curante o dal medico che deve somministrare il vaccino e non risulta che le documentazione presentata dal dipendente fosse adeguata a quanto previsto».

Il 27 dicembre negli uffici comunali viene verificato l’adempimento dell’obbligo vaccinale. Il 15 dello stesso mese i dipendenti di servizi educativi e polizia municipale sono stati invitati a produrre la documentazione comprovante l’effettuazione della vaccinazione o la presentazione della richiesta di vaccinazione da eseguire entro 20 giorni dalla ricezione dell’invito. Dal dipendente sospeso nessuna risposta e così dagli uffici viene informato dell’avvio del procedimento a suo carico di sospensione immediata dall’attività lavorativa senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro, ma senza retribuzione ne altro compenso o emolumenti. Costretto a casa salvo un suo ripensamento. La sospensione, infatti, sarà efficace fino alla comunicazione dell’avvio o del successivo completamento del ciclo vaccinale primario o della somministrazione della dose di richiamo e comunque non oltre il termine di sei mesi. Il conto alla rovescia è partito dal 27 dicembre.

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