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Rosignano, è ancora battaglia legale sul villaggio mai realizzato

L'area interessata dalla lottizzazione Socomar a Vada

La società Socomar ha chiesto i danni al Comune ma le sue istanze sono state respinte dal giudice di primo grado, va avanti il ricorso in appello

ROSIGNANO. Non finiscono mai i contenziosi legali legati al flop dell’affare della Socomar alla Mazzanta, un villaggio turistico in origine da 650 posti letto, poi ridotti a 300, previsto nel regolamento urbanistico e cancellato dalla Regione Toscana. Non solo il villaggio fantasma è finito più volte al centro dell’inchiesta delle presunte concussioni-corruzioni per alcune partite del regolamento urbanistico.

L’inchiesta sull’urbanistica scosse l’opinione pubblica e palazzo civico nell’estate del 2007. Di pari passo all’inchiesta penale, a quanto pare, è andata avanti un’altra controversia promossa da Socomar srl (oggi Risorgimento Srl) , contro il Comune di Rosignano Marittimo.


La Socomar ha chiesto i danni al Comune per essersi vista “cancellare” le previsioni urbanistiche sul terreno che aveva acquistato e su cui aveva progettato un villaggio turistico che ovviamente non è mai stato realizzato. In primo grado, in tribunale a Livorno, il giudice ha ritenuto non fondate le richieste di Socomar che ha quindi presentato ricorso in appello contro la sentenza.

Nel 2016 era stato autorizzato a seguire la costituzione in giudizio l’avvocato Carlo Gualersi dipendente del Comune iscritto all’elenco speciale degli avvocati degli enti pubblici annesso all’albo degli avvocati dell’Ordine di Livorno. Il tribunale di Livorno non solo ha respinto le domande proposte da Socomar ma ha anche condannato la società immobiliare a pagare tutte le spese legali che superano di poco undicimila euro. Il Comune con un provvedimento di questi giorni ha quindi liquidato la parte spettante all’avvocato del Comune.

L’inchiesta penale coinvolse l’ex sindaco, un assessore e due professionisti locali accusati di tentata concussione e corruzione e abuso d’ufficio e riguardava quattro episodi relativi a pratiche del regolamento urbanistico comunale, parzialmente rivisto in seguito alle indicazioni della Regione e del piano urbanistico regionale.

«È una vicenda vecchia – spiegano dal Comune – come è stato dimostrato in tribunale, la previsione urbanistica che riguardava il villaggio turistico era stata cancellata non tanto dal Comune quanto per le decisioni prese dalla Regione che non consentivano più di realizzare nei terreni di Socomar un villaggio turistico con campeggio».

Il contenzioso civile legato al villaggio mai realizzato va ancora avanti. In ballo c’era un grosso investimento la cui mancata realizzazione ha avuto ripercussioni sulla tenuta della Socomar.

L’insediamento era previsto alla Mazzanta, in via dei Cavalleggeri. Il regolamento avrebbe dovuto confermare quanto già stabilito da una delibera con cui il consiglio comunale accoglieva le osservazioni della Socomar: la possibilità di costruire fino a 500 posti letto per il settore turistico ricettivo e a 650 per il villaggio turistico. La previsione iniziale era stata ridotta e poi addirittura era stata cambiata la destinazione urbanistica.

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