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"Ti aspettiamo sotto casa". Preso di mira dai negazionisti il tecnico che ripara ventilatori polmonari

Pasquale Perillo

San Vincenzo: il tecnico sanitario Pasquale Perillo è in prima linea contro il Covid. Da mesi deve difendersi dagli attacchi degli odiatori social

SAN VINCENZO. “Ti veniamo a prendere sotto casa! ”. “Qualcuno ti farà una sorpresina, sappiamo dove lavori”. Minacce a mezzo social a cui è esposto da più di un anno Pasquale Perillo, tecnico sanitario sanvincenzino, titolare della società Medical Technology Service.

Dall’inizio della pandemia da Covid-19 è in prima linea, impegnato a garantire la corretta funzionalità di ventilatori polmonari da terapia intensiva e macchinari d’anestesia negli ospedali della nostra zona e anche in altre regioni e all’estero. Apparecchiature essenziali per garantire le migliori possibilità di sopravvivenza ai pazienti. Forte della sua esperienza, non manca di lanciare informazioni sull’emergenza sanitaria, prima sui rischi legati alla contrazione del virus e a ruota sull’importanza della vaccinazione. Lo fa dalle sue pagine social. Apriti cielo. C’è chi controbatte, pochi. E chi minaccia, senza passare dal confronto.


«Dopo la prima ondata sono stati i negazionisti, tra cui anche persone di San Vincenzo e Rosignano a prendermi di mira», dice Perillo. È di alcuni giorni fa l’ultima segnalazione che ha fatto ai carabinieri. L’episodio ha per protagonista un altro sanvincenzino. In calce a un post sulla pagina personale di Perillo ha scritto: “So dove abiti e ci vediamo sotto casa”. Non era la prima volta. «Dopo il terzo episodio, mi è stato confermato che l’autore è un leone da tastiera, noto alle forze dell’ordine, che per la sua condizione psicofisica non è in grado di concretizzare le minacce». Che aggiunge: «Quanto capita a me è una piccola cosa, i sanitari sono molto più esposti».

Perillo non rinuncia a sottolineare la sua fiducia nella scienza. E non si tira mai indietro quando c’è da argomentare alle osservazioni che riceve a commento dei suoi post sulla sua pagina Facebook. «Oltre al profilo personale ho anche una pagina della mia società ed è da lì che vedono il lavoro che faccio con tanto di recapiti telefonici. Quando uno va un po’ oltre, prendi cognome e nome e vai dai carabinieri». Che prosegue: «Accuse assurde che denotano seri problemi psichici». Alcune le mettiamo in fila. “Sei complice dello sterminio di massa”. “I ventilatori polmonari che prepari sono le armi dei plotoni di esecuzione”. “Anche per te ci sarà un nuovo processo di Norimberga”. “Meriti i forconi e di fare una brutta morte”.

«Oltre a credere alla medicina e alla scienza, settori nei quali ho studiato e lavoro da anni – prosegue Perillo –, credo anche nella magistratura e nella giustizia. Ed è per questo che ogni volta faccio querela». Il suo è un lavoro a servizio delle strutture sanitarie. Non è un medico e neppure un infermiere sul campo. Il suo è un caso di dagli a prescindere. «Porto la colpa del lavoro per il quale mio sono specializzato e di ciò che affermo secondo chi contesta i vaccini e l’utilizzo obbligatorio dei certificati verdi: i no vax, i no green pass». Non ha dubbi: «Sono cose che fanno disgusto». Le querele che fino ad oggi Perillo ha presentato non hanno avuto seguito. «Ma sono stato informato che le persone sono state chiamate in caserma – sostiene –. Al di là di ciò in cui credono nel mio caso i protagonisti hanno un passato con problemi alle spalle, per dipendenze o per aver commesso dei reati».

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