Infiltrazioni alle Creste, storia infinita. Bar ancora chiuso dopo oltre un anno

La struttura ha presentato problemi fino dall’inaugurazione e il Comune di Rosignano ci ha investito un patrimonio. Il sindaco: «Incassati 80.000 euro da chi l’ha realizzata. L’obiettivo è iniziare i lavori a inizio 2022»

Rosignano. La cattiva notizia è che il bar resta chiuso, dopo oltre un anno. Perché gli annosi problemi d’infiltrazione non sono ancora stati risolti. La buona è che il Comune ha ottenuto 80.000 euro da chi ha realizzato il centro culturale Le Creste. E «questo ci permette di avviare le procedure per appaltare i lavori di impermeabilizzazione del tetto. L’obiettivo è iniziare gli interventi nei primi mesi del 2022», dice il sindaco di Rosignano Daniele Donati. Il problema sostanziale è uno: piove dentro. E le infiltrazioni affondano le radici lontano nel tempo.

problemi dall’inizio


Perché la struttura del centro culturale Le Creste, costata circa sei milioni di euro, ha dato problemi fin dall’inaugurazione, avvenuta nel dicembre del 2013. Il Comune è dovuto intervenire subito (con 35.000 euro) per sistemare la copertura e dopo appena un anno dall’apertura ha stanziato 24.000 euro per rifare le finestre. Perché il sistema di apertura e chiusura funzionava male e l’acqua piovana attraversava gli infissi. Ma l’acqua piovana non entrava nella struttura solamente dalle finestre. C’era anche il problema del tetto. Ricordiamo, in tutto questo, che il centro è stato costruito in modalità «ecosostenibile», attraverso l’impiego di impalcati di legno e di muri con balle di paglia.

ancora lavori
Nel 2016 il Comune è intervenuto di nuovo sulla manutenzione della copertura. E in quell’occasione sono state sostituite anche alcune balle di paglia con cui era stato realizzato il tetto, perché si era capito non erano in grado di bloccare l’acqua piovana. Problemi simili si sono riproposti, nel corso del tempo, regolarmente e, in maniera più incisiva, a partire dal novembre del 2019. È servito un altro investimento, da 20.000 euro.

E dall’anno dopo, il 2020, le infiltrazioni sono diventate insostenibili. L’amministrazione comunale, a quel punto, ha deciso di muoversi su due binari. Da una parte ha continuato a tamponare i danni. E nel frattempo all’interno della biblioteca sono stati sistemati teli di plastica a protezione dei libri. Dall’altra ha preso in considerazione le vie legali, disponendo la realizzazione di un accertamento tecnico preventivo nei confronti della ditta appaltatrice dei lavori per la struttura di Rosignano Solvay. Si trattava di una consulenza tecnica per verificare i lavori e per, eventualmente, presentare una richiesta danni in sede civile. E così arriviamo a oggi.

soldi al comune

A fare il punto della situazione è il sindaco. «Con l’aiuto dei nostri legali abbiamo fatto una transazione con i soggetti che hanno realizzato Le Creste i quali, con una chiusura bonaria del procedimento, hanno corrisposto al Comune 80.000 euro». Che in questo modo abbiano implicitamente riconosciuto dei vizi in fase di realizzazione della struttura? Il dubbio c’è. Fatto sta che «abbiamo fatto una variazione al bilancio qualche giorno fa e, in questo modo, abbiamo acquisito questi 80.000 euro. Tutto ciò ci consentirà di avviare le procedure per partire con i lavori». Che prevedono, come di norma, una serie di tappe burocratiche.

«lavori nel 2022»

«Abbiamo le risorse per la progettazione – dice il sindaco –. Sarà poi fatta la gara d’appalto, in modo tale da iniziare con i lavori nei primi mesi del 2022». A questo punto non si tratta più di rattoppare la paglia del tetto. Bisogna rifare tutto. «Deve essere rivista tutta la copertura e si deve attuare un intervento definitivo di impermeabilizzazione del tetto». I lavori costano «300.000 euro. Più ci sono gli 80.000 auro acquisiti dalla transazione». Di tempo ce n’è voluto. E intanto dentro alle Creste è continuato a piovere, tanto che il bar, dato in gestione alla cooperativa Nuovo Futuro, è ancora chiuso. Ha sbarrato le sue porte nel marzo del 2020 a causa del Covid e non ha più riaperto. Motivi di sicurezza: l’acqua piovana sugli impianti è pericolosa. Così adesso il bar si presenta com’è in foto. Vuoto e desolante. Gli altri servizi del centro culturale, invece, funzionano. «È vero – spiega il sindaco – c’è voluto un po’. C’è stato il Covid e poi era iniziata la procedura con i soggetti che hanno realizzato la struttura. Queste cose richiedono tempo, ma adesso la pratica è chiusa». La speranza è che, dopo anni, sia la volta buona per risolvere i problemi del centro culturale e per mettere le Creste al riparo dalla pioggia.

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