A Cecina un anno fa 26 ricoverati nel reparto Covid. Oggi nella "bolla" ci sono 4 persone

L'ospedale di Cecina

Più alto il numero dei contagi. Per adesso non c'è l'idea di aggiungere posti letto

Cecina. Quella tuta bianca appesa al chiodo era lo spettro di un incubo da lasciarsi alle spalle per sempre. Il 10 giugno all’ospedale di Cecina è stata dismessa la terapia intensiva Covid. “La corte è chiusa”, scrisse allora il personale su un cartello poi affisso alla parete. Quel reparto non è stato mai più riaperto. Ma in via Montanara esiste ancora una bolla: lì dentro ci sono 5 posti letto Covid, di area critica e non. Ed è lì che ieri erano ricoverate 4 persone, di cui una in rianimazione. Esattamente un anno fa, il 3 dicembre 2020, nel reparto Covid c’erano 26 persone, 3 delle quali in terapia intensiva. «Per adesso l’ospedale è riuscito a tenere (l’urto della nuova ondata di contagi, ndr) – dice la direttrice dell’ospedale di Cecina, la dottoressa Giovanna Poliseno –. E probabilmente questo è dovuto anche all’alto livello dei vaccinati. Speriamo di riuscire a mantenere il più possibile la situazione attuale». Senza cioè riaprire un vero e proprio reparto dedicato ai positivi: opzione che al momento non sembra sul piatto, pur non essendo esclusa a priori. «Ma i casi stanno aumentando – dice il primario di Terapia intensiva, il dottor Carlo Amadori –. E qualcuno è stato indirizzato verso altre strutture». Ecco qual è la situazione all’ospedale di Cecina e che cosa è cambiato in un anno di Covid.

Ricoverati


L’anno scorso in via Montanara erano stati attivati 28 posti letto Covid, di cui 4 in terapia intensiva. Adesso sono complessivamente 5 e uno solo si trova in rianimazione. Il 3 settembre 2020 a Cecina erano ricoverate 26 persone (di cui 3 in terapia intensiva). Il 3 settembre 2021, cioè ieri, nei posti letto Covid della struttura sanitaria c’erano 4 persone (di cui una in terapia intensiva). I numeri, come si può vedere, sono molto più bassi. «L’anno scorso – spiega Poliseno – eravamo nel pieno della seconda ondata. E avevamo un tasso di infettività molto elevato. Adesso la situazione è diversa e, anche se c’è una crescita della positività, speriamo di poter evitare un nuovo aumento di posti letto». Anche perché i posti Covid, in parte, tolgono spazio agli altri. «A dicembre dello scorso anno, per esempio, abbiamo avuto una riduzione del 30 per cento dell’attività operatoria (c’erano meno letti disponibili, ndr). E, pur riuscendo a garantire le urgenze, qualcuno è rimasto indietro. Perciò ora stiamo cercando di recuperare il pregresso. Colgo l’occasione per ringraziare tutti gli operatori per il lavoro che stanno portando avanti».

Età media

Tornando alle 4 persone attualmente ricoverate, hanno mediamente 65 anni. Ultimamente, spiega la dottoressa Poliseno, «l’età media dei pazienti si è abbassata». E questo è vero anche se prendiamo come termine di paragone il dicembre dell’anno scorso. «Tra poco d’altra parte partiranno le vaccinazioni sui bambini (tra i 5 e gli 11 anni, ndr) e credo che questo sia fondamentale. Perché riuscire a vaccinare anche i più piccoli permetterà di limitare la trasmissione del virus».

Positivi

Se dopo un anno i ricoverati sono molti di meno, il numero di positivi non sembra seguire questa tendenza. Il 3 dicembre 2020 il bollettino dell’Asl Toscana nord ovest per la zona delle Valli Etrusche parlava di 5 casi positivi a Cecina, uno a Montescudaio, uno a Castellina Marittima, 3 a Piombino e 8 a Rosignano. Ieri i nuovi contagiati erano così distribuiti: 2 a Guardistallo, uno a Casale Marittimo, 7 a Castagneto Carducci 14 a Cecina uno a Bibbona, 7 a Rosignano uno a San Vincenzo, uno a Campiglia e 2 a Piombino. «Ma è anche vero – sottolinea Poliseno – che i positivi andrebbero valutati prendendo a riferimento un periodo più lungo di tempo».

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