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Addio a Iannizzotto l’ex colonnello legato a Castagneto

Una vita nell’Arma, dall’impegno nella lotta alla criminalità al recupero di opere d’arte trafugate e vendute all’estero

CASTAGNETO. Addio al colonnello Vito Andrea Iannizzotto, stroncato da una malattia all’età di 81 anni. Classe 1940, nato nel ragusano a Chiaramonte Gulfi, laureato in Scienze della sicurezza, era ufficiale in congedo dei Carabinieri. Legato a Castagneto Carducci dove abitava con la moglie Francesca e aveva dato vita anche a un casa editrice insieme a Edoardo Scalzini, la Europolis Editing.

Per i castagnetani la sua era la “Casa del Capitano”. Dal capoluogo si è dedicato a tempo pieno a ricerche e studi propositivi di carattere istituzionale nell’ambito della sicurezza e della valorizzazione e tutela dei beni culturali nazionali, con la pubblicazione di vari testi e di numerosi saggi di contenuto tecnico-giuridico, tra i quali: “Mafia e Antimafia nella legislazione italiana”, “Beni culturali e Criminalità organizzata”, “I Beni culturali nell’ottica criminale” e tra altri “L’Afrodite di Morgantina”.


Pluridecorato per i meriti militari e civili acquisiti, insignito, fra l’altro, della Medaglia Mauriziana conferita dal Presidente della Repubblica per dieci lustri di carriera militare e delle alte onorificenze di Cavaliere al Merito della Repubblica e di Commendatore dell’Ordine di San Gregorio Magno.

Ancora giovane ufficiale Iannizzotto affermò una eccellente professionalità in Sardegna, nella lotta al banditismo e poi in Sicilia. Da Palermo alla Barbagia per la lotta al banditismo sardo, e poi Siracusa, Pisa, Cecina, dove tra l’altro contribuì alla realizzazione della nuova caserma, Livorno. Nel 1988 fu chiamato a Roma, col grado di maggiore, per dirigere il Reparto Carabinieri per la tutela del Patrimonio culturale nazionale. «Con un manipolo di investigatori di eccezionali qualità in quel settore – lo ricorda la moglie Francesca – realizzò una imponente attività di recuperi all’estero e rimpatrio di opere d’arte trafugate o illecitamente esportate di eccezionale valore storico-artistico. Girando “come una trottola” – come amava dire – creò amichevoli e proficui rapporti con i vari organi di polizia e con le rappresentanze diplomatiche con cui venne in contatto ottenendo eccellenti collaborazioni che fruttarono in meno di quattro anni il recupero e rimpatrio di beni culturali italiani per un valore, sotto il profilo venale, di oltre duecento miliardi di lire di allora e pari oggi a circa 200 milioni di euro». Che aggiunge: «Una delle operazioni più complesse di cui è autore, tinta da affascinanti sfumature “rosa”, riguarda la localizzazione nel 1992 in California della ormai famosa statua della “Afrodite di Morgantina” e l’avvio della restituzione di essa ad Aidone in provincia di Enna».

Scelto, per meriti e titoli, dal 1992 ai primi mesi del Duemila, operò come funzionario della Dia nel settore dell’analisi dei fenomeni mafiosi, nazionali e internazionali. In quel contesto rincontrò l’alto magistrato Pier Luigi Vigna, nel frattempo divenuto procuratore nazionale antimafia, che aveva conosciuto da comandante della compagnia di Cecina quando egli era sostituto procuratore della Repubblica a Firenze. Lo stesso Vigna avrebbe poi espresso, proprio a Castagneto Carducci, il 16 settembre del 2000 nel presentare un libro di Iannizzotto, i motivi dei sentimenti di affetto e riconoscenza che lo legavano all’ufficiale. «Spiegò della sua determinante collaborazione per gli storici sequestri di persona in Toscana degli anni Settanta, fra le cui vittime va ricordato il regista Maleno Malenotti originario di Castagneto Carducci, che venivano organizzati proprio in questo territorio da due sardi ufficialmente dediti ad attività legali», dice la signora Francesca. In Toscana, era stato conosciuto come “investigatore che non teme pari” e aveva operato per ben 18 anni in reparti altamente operativi impegnati sia contro il crimine comune che contro quello organizzato, dai sequestri di persona al terrorismo, vantando al suo attivo di non aver lasciato alcun delitto a opera di ignoti fra quelli di cui si era interessato, rivelandosi in ogni circostanza – come si intuisce da alcuni suoi racconti – attento tutore della legalità mediante costante ricorso alla puntuale applicazione delle leggi. Lascia la moglie Francesca, parenti e amici. I funerali si terranno oggi nella terra natìa.

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