L’olio sulle orme del vino Doc Nasce “Toscano Igp Bolgheri”

L’iniziativa è lanciata dal consorzio dei viticoltori e si rivolge a 250 aziende  La presidente Antinori: «Così si garantisce l’origine del nostro prodotto»

Manolo Morandini

castagneto. Il potenziale è nel toponimo. Dici Bolgheri e ne senti la forza di attrazione. Tanto fa il vino, ma non è l’unico ingrediente. Alla base c’è il territorio, uno spicchio di Toscana unico. Al punto che la nuova indicazione territoriale “Toscano Igp Bolgheri” del Consorzio di Tutela per l’Olio Toscano Igp appare scontata. Un passo dovuto. Ma non è così. È il risultato di un’intuizione e del lavoro di molti. Una base su cui costruire una nuova prospettiva di valore. Sono 250 le aziende olivicole iscritte al Consorzio di Tutela dell’Olio Igp Toscano – 241 gli olivicoltori, 4 i frantoi e 7 gli imbottigliatori – appartenenti all’areale della Doc Bolgheri e Doc Bolgheri Sassicaia che potranno fregiarsi di commercializzare l’extravergine con la nuova indicazione territoriale.


La scintilla che ha portato all’indicazione territoriale è partita dal Consorzio Doc Bolgheri e Doc Bolgheri Sassicaia. «Perché non trovare il modo per lasciare sul territorio un valore aggiunto in più oltre al vino?». A riavvolgere il filo è la presidente del consorzio Albiera Antinori. «Siamo molti soddisfatti di avere dato l’impulso per la nascita di un’indicazione territoriale che tuteli e garantisca l’origine di un prodotto come l’olio, che qui ha sempre avuto una grande importanza». E sottolinea: «Il ruolo delle denominazioni è fondamentale e in questo senso ringraziamo il Consorzio dell’Olio Igp Toscano che ha accolto fattivamente la nostra proposta facendola diventare realtà. Per il nostro territorio poter contare anche sulla promozione attraverso l’olio sarà uno strumento in più per accrescerne la sua immagine di qualità e vocazionalità». Qual è il potenziale lo sintetizza in due conti: «Uno più uno non fa due ma quattro, ci vorrà un po’ di tempo ma sarà questo il risultato». Nell’areale di Bolgheri la produzione annua di Olio Toscano Igp è di 4.200 quintali. Tra queste le aziende che hanno già inserito l’indicazione territoriale “Toscano Igp Bolgheri” nel complesso rappresentano una produzione di 1.700 quintali. «Un buon punto di partenza considerato che la nuova indicazione è stata rilasciata una ventina di giorni prima dell’avvio della campagna olearia», sottolinea il presidente della Cooperativa Terre dell’Etruria Massimo Carlotti. La cooperativa è tra le due maggiori realtà toscane. «È importante fare sistema e aggregare per veicolare il prodotto – sostiene Carlotti –. La visione e l’impegno dei viticoltori di Bolgheri hanno portato a questo risultato». E per restituire la portata usa un’immagine: «È importante saper salire sul carro di chi vince legandoci a una denominazione del vino che riuscirà a segmentare il prodotto in nicchie di valore». A chi guarda all’effetto atteso sull’aumento di prezzo al consumo l’invito è a darsi una prospettiva ragionevole do un triennio. «L’obiettivo è quello di differenziare la qualità per ottenere un prezzo medio più alto». Come per il vino sarà la gestione di ogni olivicoltore a determinare le specificità del proprio olio extravergine d’oliva. Le eccellenze non mancano. Nel territorio le varietà più diffuse sono frantoio, leccino e moraiolo. Non mancano maurino, rossellino e leccio del corno.

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