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San Vincenzo, sanzione da 28mila euro al Comune: violata la privacy di un dipendente

una seduta del consiglio comunale di San Vincenzo

La sentenza del tribunale di Livorno è di fine settembre, il conto in eredità alla nuova amministrazione 

SAN VINCENZO. «Si prende atto di una sentenza definitiva». Il sindaco di San Vincenzo Paolo Riccucci si ritrova in mano il conto da oltre 28mila euro di una vicenda a cui aveva assistito dai banchi dell’opposizione. L’ufficio del Garante per la tutela dei dati personali passa all’incasso della sanzione in merito al procedimento che vede coinvolto l’ente a seguito della segnalazione da parte di un dipendente per violazione della privacy. I fatti risalgono al 2015. La sentenza definitiva del Tribunale di Livorno, che mette un punto alla querelle, è del 28 settembre ma al protocollo dell’ente è arrivata il 12 ottobre, una manciata di giorni dopo le elezioni amministrative del 3 e 4 ottobre.

Il saldo richiede il riconoscimento del debito fuori bilancio. Passaggio al voto del consiglio comunale che si riunirà in seduta ordinaria il 29 novembre alle 17 alla Torre. «Si tratta di un atto dovuto a fronte di una sentenza definitiva – sostiene Caterina Debora Franzoi, consigliere con delega al Bilancio – . L’amministrazione precedente avrebbe potuto pagare la sanzione emessa dal Garante, che era nell’ordine dei 4mila euro, ma ha deciso di fare opposizione a difesa del proprio operato».


Riavvolgiamo il nastro. A distanza di un anno dai fatti il Garante chiede delucidazioni sulla discussione nel consiglio comunale del 2 ottobre del 2015. E promette di risarcire la persona che si ritiene lesa con un’ammenda a carico del Comune. Al centro della querelle la segnalazione sul caso di un’agente della polizia municipale e il suo referto di prognosi di cinque giorni rilasciato dal Pronto soccorso di Piombino a seguito delle lesioni riportate in un intervento contro il commercio abusivo. Quanto accaduto con nome e cognome finisce al centro di un’interrogazione a firma del capogruppo di Siamo San Vincenzo Luca Cosimi (oggi alla guida di Svoltiamo San Vincenzo) discussa in quella seduta consiliare. Il dibattito entra nello specifico dello stato di salute e da qui nasce la richiesta di intervento al garante della privacy Antonello Soro. All’epoca, al momento di discutere l’interrogazione il sindaco Alessandro Bandini pose il problema di farlo a porte chiuse. Venne fatta una riunione dei capigruppo e poiché il fatto era noto, essendo stato trattato anche sulla stampa locale, fu deciso di proseguire la seduta pubblica. Ed è qui che si è creato il presupposto per la violazione della privacy avendo trattato dello stato di salute del dipendente comunale.

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