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«Cambiamo zona al depuratore». Il comitato scrive alla sindaca di Montescudaio

L’area adiacente al campo sportivo di Montescudaio, scelta per il nuovo depuratore

Cittadinanza Attiva Montescudaio non si dà per vinta e chiede di fare l’impianto in un’altra area

MONTESCUDAIO. «Non è mai troppo tardi per il dialogo e il confronto». Si chiude con queste parole di apertura la lettera che il comitato Cittadinanza Attiva ha inviato ieri mattina alla sindaca di Montescudaio, Simona Fedeli.

L’argomento è il solito: il nuovo depuratore. O meglio, la posizione del nuovo depuratore, vero pomo della discordia fra amministrazione e comitato.


Facciamo un passo indietro: «Il primo atto ufficiale che ha dato il via al nuovo depuratore risale all’aprile del 2019 con una delibera di giunta avvenuta al termine dell’amministrazione uscente. In realtà il sindaco Fedeli e l’assessore Fabrizio Landi ci sono ancora, e a suo tempo firmarono la delibera, approvando l’accordo di programma fra Comune e Asa».

A parlare è Michele Reami, presidente del comitato Cittadinanza Attiva Montescudaio, nato e costituito ufficialmente lo scorso 30 settembre.

«Da quell’aprile 2019 in poi la situazione si è fatta complessa, ma in due parole secondo noi non è stata gestita nella maniera migliore – sostiene Reami – Chiariamoci, l’iter è stato assolutamente corretto, non ci sono state irregolarità od omissioni, ma resta il rammarico perché un’opera come quella del depuratore, in una comunità come la nostra, avrebbe dovuto essere condivisa. Ci fu un incontro il 2 agosto con Asa, è vero, ma non sufficiente. Da semplice cittadino, invece, avrei voluto essere coinvolto, senza che mi venissero date risposte pro forma e fredde. Che, in realtà, risposte dal Comune non le abbiamo avute, se non che la zona l’aveva decisa Asa, che ormai era troppo tardi, e via dicendo».

Eppure per il comitato non è troppo tardi per cambiare area al nuovo depuratore. Quella decisa è adiacente al campo sportivo. L’alternativa, gradita al comitato, è la zona chiamata “Sotto Villa”.

«Se c’è la volontà, non è tardi – chiosa Reami – L’obiettivo della lettera inviata alla sindaca è proprio riaprire la discussione. Come cittadini vogliamo poterci esprimere. La zona scelta accanto al campo sportivo è all’ingresso nord, venendo da Guardistallo, prima del centro abitato e del borgo. Il primo dubbio che viene a chi conosce un po’ la morfologia di questo paese e l’attuale punto nel quale confluiscono le acque reflue, è il motivo per cui si dovrebbe riportare in salita un qualcosa che già adesso confluisce per semplice effetto della gravità. La scelta del campo sportivo implica pure difficoltà tecniche che rendono complicato il progetto e a livello energetico non più sostenibile, soprattutto in un contesto di sempre maggiore attenzione all’ambiente».

«L’alternativa – prosegue Reami – è quella secondo noi più naturale, più a valle, in una zona bassa rispetto al paese, nascosta dal centro abitato. Da un punto di vista ambientale avrebbe due vantaggi: prima di tutto non ci sarebbe necessità di una stazione di sollevamento e tutte le acque reflue confluirebbero per semplice gravità, con un risparmio nell’immediato, ma anche nella manutenzione degli anni futuri. E poi manterrebbe viva anche la parte nuova che, altrimenti, con la soluzione del campo sportivo, sarebbe esclusa. Per collettare quell’area, infatti, servirebbe un’ulteriore stazione di sollevamento, una roba improponibile. E parliamo di una parte in sviluppo che, da censimento, ricopre oggi il 10 per cento del paese. Ma in estate, col turismo, arriviamo al 20 per cento. Non abbiamo mai ricevuto una risposta sui requisiti tecnici. Una risposta che ci aspetteremmo, per un’opera, il depuratore, che costerà un milione e 200mila euro. Spesa che ci ritroveremo tutti noi nelle prossime bollette».

Ed ecco allora la lettera inviata alla sindaca, ultima spiaggia di un percorso che pare, tuttavia, già avviato.

«L’iter è andato avanti e ora siamo alla conferenza dei servizi, atto conclusivo del tutto – dice Reami – Serve, però, solo la volontà. La lettera, oltre ad averla inviata alla sindaca, l’abbiamo stampata per diffonderla nel paese e farla leggere a tutti».

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