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Ciucheba, in consiglio a dicembre

Un'immagine recente del Ciucheba, notissima discoteca aperta negli anni Settanta e chiusa nel 2003

Chiusa l'istruttoria ora si aper l'iter d'informazione e partepacizione. L'ultimo passaggio sarà l'approvazione della variante per il via ai lavori

CASTIGLIONCELLO. Ci siamo. Finalmente la storia dell’ex Ciucheba vede la luce. Soprattutto guarda a una conclusione dopo quasi un ventennio di chiusura con relativo e progressivo degrado dell’immobile, abbandonato, lasciato all’incuria, al passare del tempo e alla vegetazione. Senza dimenticare gli atti vandalici di cui è stata vittima a più riprese l’ex discoteca, meta prediletta dagli amanti del divertimento notturno degli anni Settanta e Ottanta, chiusa definitivamente nel 2003.

Nel luglio scorso Il Tirreno aveva sentito l’assessore alla programmazione del territorio del Comune di Rosignano, Vincenzo Brogi che aveva fatto il punto sulla situazione: «La documentazione deve essere depositata al genio civile, poi dovrà essere fatto un passaggio in giunta e, infine, la proposta della variante sarà portata in consiglio comunale per l’approvazione».


L’iter della riqualificazione del Ciucheba arriva da lontano, dal 2009 quando nel regolamento urbanistico viene inserita la scheda normativa che prevede la demolizione dell’ex discoteca, sostituita da una struttura ricettiva alberghiera da 50 posti letto con ristorante e bar. Sei anni più tardi, però, la procedura decade e nel 2017 viene approvata una variante semplificata per recuperare il piano. Infine, nel 2020 il progetto cambia: non più un albergo ma appartamenti per case vacanze. Modifica che richiede un’ulteriore variante agli strumenti urbanistici. E qui ci ricolleghiamo alle parole dell’assessore dello scorso luglio.

«In estate era da terminare l’istruttoria che, adesso, è conclusa – afferma Brogi – Ora partiamo con il percorso d’informazione e partecipazione che è obbligatorio quando si fa una variante e prevede che i cittadini possano esprimere pareri. Questi, poi, andranno recepiti in una delibera di giunta nella quale l’amministrazione pronuncerà la propria posizione. Delibera che verrà, in seguito, discussa in consiglio comunale per l’approvazione». E una volta approvato, il progetto potrà finalmente prenderà forma. Come? Il piano è quello già annunciato: bar ristorante al piano terra e appartamenti per vacanze ai piani superiori.

«Se è la soluzione migliore? – riprende Brogi – La società Santa Giulia, dopo studi anche di tipo economico, ha ritenuto non sostenibile l’intervento di tipo alberghiero. Un tipo di struttura ricettiva che, avrebbe consentito una certa redditività, ma che era obiettivamente difficile con tutte le prescrizioni che, giustamente, sono state date dagli enti preposti. Ormai eravamo a un punto tale che abbiamo pensato fosse necessario in qualche modo togliere quel rudere che, per troppi anni, è rimasto lì. Questa è la filosofia che ha portato alla decisione. Anche perché le soluzioni migliori vanno rapportate alla realtà. Siamo stati perciò rispettosi delle disposizioni, arrivando a risolvere un problema che si trascinava da anni. L’alternativa sarebbe stata quella di aspettare ancora con la speranza che qualcuno potesse farsi avanti, per poi fare un intervento comunque simile». A ogni modo, ora l’iter si avvia alla conclusione. «Siamo al l’ultimo passo prima di portare la variante in consiglio per l’approvazione – conclude Brogi – Quando accadrà? Direi a dicembre».

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