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Usa gli aiuti per le imprese per fare spese personali

Controlli della guardia di finanza di Cecina

Denunciato un imprenditore di 50 anni di Cecina che aveva chiesto il finanziamento previsto per le aziende andate in crisi a causa del Covid 

CECINA. Spende per fare shopping in vari negozi i soldi che aveva ottenuto grazie al “Decreto liquidità” e che dovevano servire a dare liquidità alla piccola azienda di cui è titolare durante le fasi iniziali della pandemia. Le Fiamme Gialle della compagnia di Cecina, che è diretta dal capitano Elena Mariotti, nei giorni scorsi, hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo, emesso dal Tribunale di Livorno su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di un imprenditore cinquantenne cecinese.

Si tratta di un commerciante che opera nel commercio al dettaglio, del quale non sono state indicate le generalità, finito sotto la lente di ingrandimento dei finanzieri per l’ipotesi di reato di malversazione ai danni dello Stato, avendo l’uomo utilizzato – stando alla contestazione che gli viene rivolta – parte delle somme percepite non per i fabbisogni aziendali ma per suoi scopi personali. In particolare, le indagini dei finanzieri della Compagnia di Cecina hanno evidenziato che l’imprenditore ha chiesto e ottenuto un finanziamento di 20mila euro per la sua azienda. Soldi che dovevano servire a dare una boccata di ossigeno a tutte quelle attività che, in particolare durante la prima fase della pandemia, si erano trovate in difficoltà in seguito alle prolungate chiusure e al lockdown.

L’uomo però, stando alle accuse, avrebbe utilizzato gran parte della somma ottenuta, cioè circa 19mila euro, per pagamenti con carta di credito. Insomma il prestito garantito, che è stato pensato per la ripartenza di piccole e medie imprese, ha avuto una destinazione ben diversa da quella aziendale. Tracciando le spese fatte dall’imprenditore, per la maggior parte con carte di credito e quindi con pagamenti elettronici che sono facilmente rintracciabili, i finanzieri hanno visto che il 50enne ha speso le risorse del prestito garantito per fare shopping. Hanno così visto che ha fatto spese in alcuni negozi per la casa, di abbigliamento e intimo, farmacie, polizze assicurative, utenze e spese mediche. Impieghi ben diversi da quelli previsti dalla normativa e dai provvedimenti adottati dal governo a cominciare dalla prima fase della pandemia. Il “Decreto liquidità” (decreto legge 23/2020) , infatti, stabilisce che i finanziamenti che rientrano in questa tipologia di interventi possano essere concessi a scopo di sostegno alle imprese che si trovano in uno stato di crisi per la situazione pandemica e che tali somme debbano essere impiegate per far fronte alle necessità aziendali.


L’imprenditore è stato quindi denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Livorno per il reato di malversazione a danno dello Stato. E a suo carico è stato emesso il decreto di sequestro preventivo che ha permesso di “recuperare” le somme distratte dalla destinazione per la quale erano state erogate. Il lavoro della guardia di finanza in questo settore non si ferma, ovviamente. Saranno controllati anche altri imprenditori che hanno avuto accesso alle forme di sostegno messe in campo per favorire la ripartenza del sistema produttivo italiano, una volta superata l’emergenza sanitaria.



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