Tormentava i vicini di casa per soldi ed evade dai domiciliari: va in carcere

A sinistra il colonnello Massimiliano Sole, comandante provinciale dei carabinieri di Livorno. A destra il capitano Christian Bottacci, responsabile della Compagnia di Cecina

Rosignano: i carabinieri di Solvay sono tornati a casa del giovane e hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere

ROSIGNANO. Lo scorso dicembre i carabinieri di Rosignano Solvay dopo una violenta lite con i vicini di casa lo hanno arrestato contestandogli i reati di tentata estorsione, tentata rapina, violazione di domicilio e resistenza a pubblico ufficiale.

Dietro l’arresto del 29enne, rosignanese, stando alle accuse, c’è una storia di vessazioni messe in atto dal giovane nei confronti di una pensionata che ha più di 75 anni e del figlio di 47 anni. Ogni momento era buono, stando alle indagini, per minacciare il figlio della pensionata – più debole dal punto psicologico – dal quale pretendeva la consegna di piccole somme di denaro. Richieste diventate sempre più frequenti e difficili da sostenere. Da allora Vivacqua, che dopo la convalida ha ottenuto gli arresti domiciliari, si è fatto trovare più volte in giro per il paese, violando gli obblighi della misura a cui era sottoposto. Una volta addirittura i carabinieri lo hanno sorpreso alla guida di un’auto (poi sottoposta al fermo amministrativo) anche se ormai la patente gli è stata revocata.


L’altra sera i carabinieri di Solvay sono tornati a casa del giovane e hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Livorno, come aggravamento degli arresti domiciliari che erano stati disposti per Vivacqua. Di conseguenza in serata l’uomo è stato accompagnato nel carcere di Livorno.

Non è la prima volta che il 29enne si trova nei guai dopo che già era stato indagato per alcuni furti. Lo scorso dicembre però i carabinieri della compagnia di Cecina, comandati dal capitano Christian Bottacci, lo hanno arrestato quando è andato a casa dell’anziana per riscuotere circa 50 euro, dopo che nei giorni precedenti gliene aveva chiesti altri e aveva minacciato il figlio. E al rifiuto della donna si era scatenato un violento litigio, tanto che una vicina, preoccupata da quello che aveva visto, aveva telefonato al 112. Quando i carabinieri arrivarono sul posto madre e figlio raccontarono il loro tormento. Venne poi accertato che Vivacqua si era appena introdotto all’interno della loro casa, naturalmente senza il loro consenso, chiedendo ripetutamente e con fare deciso e minaccioso dei soldi. Aveva spinto indietro prima l’anziana, poi il figlio, che hanno cercato di farlo uscire fuori. All’ennesima richiesta di soldi madre e figlio si erano rifiutati. Era emerso che l’arrestato aveva cominciato a tempestare l’uomo di messaggi sul telefonino in cui gli chiedeva soldi. Non solo: aveva preso l’abitudine a recarsi continuamente a casa loro – spiegarono ai carabinieri – tenendo i due in una condizione di costante pressione psicologica. Ma in questi mesi il giovane non è riuscito a cambiare le sue condotte finendo per essere arrestato più volte per il reato di evasione. Una situazione che ha indotto i carabinieri a informare la Procura che ha chiesto ed ottenuto l’aggravamento della misura cautelare.

S.C.

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