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Il Consiglio di Stato ferma le ruspe: stop alla demolizione all’ex Faro

I giudici sospendono l’efficacia dell’ordinanza del Comune di San Vincenzo, si attende prima il pronunciamento nel merito del Tar

SAN VINCENZO. Stop alle ruspe. Almeno fino a quando sulla vicenda dell’ex Faro non sarà emessa una sentenza nel merito da parte dei giudici del Tar. È quanto ha stabilito il Consiglio di Stato, con un’ordinanza cautelare pubblicata il 22 ottobre scorso con la quale – di fatto – iil tribunale amministrativo ha accolto il ricorso presentato da Stefano Lazzerini, Gian Primo Lazzerini e Agi Spa (che su quell’area, acquistata dallo storico proprietario, contano di realizzare tre appartamenti di lusso fronte mare) contro il Comune di San Vincenzo e nei confronti di Cesare Molta e Maria Grazia Sagaci.

L’ordinanza cautelare del Consiglio di Stato sospende l’efficacia dell’ordinanza comunale di demolizione delle fondazioni realizzate all’ex Faro. Si tratta di una delle questioni irrisolte di San Vincenzo, che ha animato e non poco la campagna elettorale dei mesi scorsi.


Il 9 luglio scorso, infatti, il Comune di San Vincenzo, all’epoca amministrato dal commissario prefettizio Salvatore Parascandola, definisce la demolizione dei pilastri e delle fondamenta già realizzati. Nel frattempo, però, scendono in campo gli avvocati. In attesa della fissazione dell’udienza di merito da parte del Tar, gli stessi giudici del tribunale amministrativo toscano si pronunciano l’11 settembre scorso, negando la sospensione degli effetti dell’ordinanza di demolizione del Comune, che dava tre mesi di tempo per demolire le fondamenta e ripristinare lo stato dei luoghi nell’area dell’ex pizzeria, sul lungomare Marconi. Agi non ci sta e presenta appello in Consiglio di Stato. L’esito del ricorso è arrivato il 22 ottobre. Tutto congelato, fino a quando i giudici non si esprimeranno nel merito del contenzioso. Non solo. Gli stessi giudici del Consiglio di Stato sollecitano il Tar per la fissazione dell’udienza di merito.

Si tratta dell’ultimo capitolo di una vicenda urbanistica e giudiziaria particolarmente complicata.

L’ordinanza che doveva definire il futuro dell’ex Faro, con demolizione e ripristino dei luoghi di demolizione emessa dal Comune, infatti, è arrivata dopo la sentenza del Consiglio di Stato del 21 aprile, che confermò l’annullamento dei permessi a costruire. La stessa ordinanza comunale ha però anche fissato le linee per un eventuale nuovo progetto: nessun aumento di volumetrie e il rispetto della destinazione commerciale al piano terra. Le strutture esistenti dell’ex pizzeria furono demolite nel 2016: al loro posto sono state gettate le fondamenta per dare corpo alla ristrutturazione tramite sostituzione edilizia dell’immobile, con cambio di destinazione d’uso ed evidente modifica dello skyline con l’obiettivo di realizzare tre appartamenti di lusso fronte mare. Ma tutto si è bloccato. E la vicenda dell’ex Faro è sprofondata nelle sabbie mobili della maxi inchiesta della Procura di Livorno, che ha coinvolto la giunta guidata dall’ex sindaco Bandini. L’ipotesi della Procura, che dovrà essere dimostrata in tribunale, è che sull’ex Faro siano stati costruiti due permessi a costruire falsi. Da cui ne sarebbe conseguito un ingiusto vantaggio patrimoniale.