Rubano le offerte in chiesa. Il parroco: «Ma io non chiuderò la porta»

La chiesa

Rosignano, la scoperta di don Matteo Seu della parrocchia Santa Teresa a Solvay: «Qui ci sono le telecamere, ho fatto denuncia, non è la prima volta che succede»

ROSIGNANO. «Non è la prima volta, ma il concetto non è tanto quanto è stato portato via...». La scoperta di quelle cassette delle offerte forzate, con circa 90 euro portati via nella mattinata di ieri, arriva da parte di don Matteo Seu della parrocchia di Santa Teresa a Solvay. Don Matteo rientra in chiesa poco prima dell’ora di pranzo. «Mi ero assentato in mattinata, quando sono tornato ho visto le cassette forzate; poi sono andato a fare denuncia dai carabinieri. Hanno aspettato che uscissi e sono entrati dal portone principale», racconta il parroco nella sua ricostruzione.

Oltre ai 90 euro circa, ci saranno le spese del fabbro per riparare le due cassette delle offerte forzate. «Quello che mi spiace è che non la prima volta, questa volta hanno rubato quasi cento euro, ma ci sono state situazioni nelle quali hanno rubato oggetti veramente di poco valore, non capisco: una brocca d’acqua di metallo, rosari, i lumini», ripercorre. E adesso le immagini delle telecamere di videosorveglianza sono al vaglio degli agenti. «Rubare in chiesa assume un significato ancora più pesante, anche perché dico sempre che chi ha fame può bussare alla porta, noi ci siamo», spiega. Quella porta che, anche in sua assenza, non chiuderà al netto dell’orario del pranzo. «Anche se stare sempre sul “chi va là” è spiacevole, perché nel giro di pochi mesi ci sono state altre situazioni così, non possiamo pensare che la soluzione sia quella di chiudere la porta di una chiesa. Ci sono le telecamere, bastano quelle come deterrente, ma non si deve arrivare alla situazione di chiudere l’ingresso: la porta di una chiesa deve rimanere sempre aperta».