Il cecinese Edoardo sui set di Sky e Netflix sognando Jack Nicholson

Edoardo Tarantini

Edoardo Tarantini, 15 anni, si divide tra il Fermi e la carriera da attore: «Mi diverto e sono felice di regalare emozioni alle persone. Un’esperienza unica»

CECINA. Simpatico ed educato, Edoardo Tarantini sogna di fare l’attore. Frequenta con profitto la terza liceo classico all’Enrico Fermi, è pieno di amici e vive tra Cecina, la sua città, e Roma, dove è protagonista sui set. Classe 2006, ha compiuto 15 anni ad agosto e alla televisione e al cinema vuole dedicare la vita. “New School”, “Whatsanna” e “Rudy On Tour” sono alcune delle serie che lo hanno visto protagonista. Non gli mancano la proprietà di linguaggio e gli interessi, complici le letture che lo accompagnano quasi ogni giorno, e nemmeno la capacità di interpretare più ruoli, perché da tutti cerca di imparare per migliorarsi. «Ho iniziato per caso – ricorda – quando ero bambino, guardando la tivù e provando le scene. Un’opportunità si è concretizzata poco dopo, quando una insegnante di recitazione di Roma ha chiesto alla mia mamma se potevo provare. Il primo cortometraggio è nato così: “Ekop”, questo il titolo, raccontava la storia di una famiglia che perde un figlio, da me impersonato ogni volta in cui tornavo nella mente del padre. Sì, poi è arrivata la pubblicità, per Enel e la macchina Barbapapà, costruita per produrre zucchero filato e popcorn».

Fino al momento in cui si è trovato accanto a uno dei miti del grande schermo: Christopher Lambert nel film “The Broken Key”, per una particina. Certo, con “New School”, la migliore serie dell’anno per ragazzi trasmessa da Sky e Netflix e vissuta da protagonista, il percorso professionale si è arricchito. Come il suo bagaglio di conoscenza, indispensabile per affrontare nuove situazioni ispirandosi sempre al suo mito: Jack Nicholson. «Mi piace tanto – racconta –, ma anche in Italia non mancano bravi professionisti quali Alessandro Gassman e Paola Cortellesi. Siccome mi piace confrontarmi con scenari che non conosco, mi interesserebbe lavorare in una pellicola horror, per capire alcuni meccanismi, perché ritengo che si impari di più su un palco che in qualunque scuola di recitazione. Non penso mai a un genere solo, almeno a oggi, ma se proprio dovessi scegliere, punterei sul comico e sul drammatico». Con “Rudy On Tour”, nato dalla collaborazione con l’Agenzia spaziale italiana, il protagonista di questa storia si è concesso addirittura una vacanza su Marte, con l’obiettivo dei produttori di spiegare a chi segue gli episodi i misteri del cosmo. «Mi diverto e sono contento – prosegue – poiché la mia idea è trasmettere e regalare emozioni alla gente». E a scuola? Mica semplice ritagliare tempo tra permessi, viaggi e presenze davanti alle telecamere. A scavare la differenza sono i voti a scuola, alti, e la capacità di concentrarsi la sera prima di cena in albergo, dopo le riprese tra Cinecittà e gli Studios sulla Tiburtina. «I miei compagni di classe mi aiutano – conclude – e consultando il registro elettronico rimango in pari. L’università? Penso a medicina, ma poi voglio fare l’attore di cinema e tv. Leggo tanto, in questi giorni ho cominciato “Il nome della rosa”, e il sabato sera esco con i miei amici di Cecina. Senza dimenticare lo sport: ho praticato la ginnastica acrobatica e ora proverò pallanuoto. I set sono un’esperienza fantastica, perché insegnano a relazionarsi con le persone e a prendersi delle responsabilità». Entro l’anno, ricomincerà a girare.

© RIPRODUZIONE RISERVATA