Rosignano, quel palazzo vuoto da sei anni

L’esterno dell’edificio abbandonato

Il palazzo inaugurato nel 2009 e sgomberato per la paura di crolli nel 2015. Il contenzioso giudiziario ancora non è concluso: per il risarcimento è dura

ROSIGNANO. Sei anni di battaglie giudiziarie e una certezza. I proprietari degli appartamenti e dei fondi che si trovano nel palazzo fatto costruire sull’Aurelia dalla società Caravanserraglio difficilmente otterranno un risarcimento danni. L’immobile è disabitato dal dicembre 2015, da quando sono stati certificati i problemi strutturali. Per la sicurezza degli abitanti e degli utenti era stata consigliata l’evacuazione degli uffici e degli appartamenti a tutela della pubblica incolumità. Un grave problema sia per alcuni studi professionali e i titolari di altri uffici che per la Cassa di risparmio di Volterra che nel palazzo aveva da poco inaugurato una filiale. Una “ferita” vicino al paese e al centro commerciale Coop.

Nella lunga vicenda si intrecciano la lentezza della giustizia civile, il fallimento della società cooperativa che ha costruito il condominio diventato “fantasma”. E una polizza assicurativa, quella dei progettisti, che non copre il danno. La beffa per i soggetti danneggiati è dietro l’angolo anche se ancora non è stata scritta la parola fine nella lunga battaglia legale. Due le sentenze del tribunale di Livorno, emesse nel corso del 2020, entrambe appellate in secondo grado, dicono che cedimenti, pilastri deformati, pareti di riempimento che si staccano dal pavimento e il distacco di parti di intonato sono dovuti a errori tecnici. In particolare, secondo i giudici che si sono occupati del caso, c’è stato prima un errore progettuale e poi un difetto di esecuzione.


C’è infine una terza causa civile, di cui si attende la sentenza entro la fine dell’anno, che è stata promossa da cinque condomini contro i progettisti e la ditta esecutrice. In questi anni la società cooperativa “Il lavoro italiano”, che ha sede a Rosignano Solvay, è andata incontro a guai economici. La stessa società Caravanserraglio, che aveva investito nell’operazione circa due milioni di euro e che si è vista trascinare in tribunale quando l’immobile è stato dichiarato a rischio crolli, ha promosso una causa civile contro l’impresa costruttrice e i due progettisti. In un primo momento si pensava che le strutture dell’immobile si stessero assestando. A lasciare il palazzo sono stati gli stessi proprietari e inquilini, non risulta che sia stata emessa alcuna ordinanza di sgombero. Ma varie consulenze tecniche hanno confermato i difetti strutturali. Nei mesi scorsi il condominio pensava di riuscire a ristrutturare il palazzo utilizzando le agevolazioni previste in questo periodo per l’edilizia.

«E’ una fase complessa – dice l’amministratore di condominio Bianchi – per il momento non è il caso di entrare nel merito di quello che è successo».

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