Contenuto riservato agli abbonati

Professori contro il taglio di un istituto comprensivo

Gli insegnanti della media davanti alle Galilei di Cecina

Cecina, è la proposta che l’amministrazione comunale ha inviato alla Regione. Gli insegnanti rimproverano al Comune di non avere condiviso la scelta

CECINA. Se la richiesta dell’amministrazione comunale sarà accolta dalla Regione, da settembre prossimo a Cecina avremo due istituti (comprensivi) invece di tre. Ad oggi, gli studenti frequentano le primarie Francesco Domenico Guerrazzi in centro e le Carlo Collodi a Marina, oltre alle medie Galileo Galilei. Dall’anno scolastico 2022-23 si trasformerebbero in due comprensivi, con relativa divisione delle medie tra Guerrazzi e Carlo Cassola e – secondo i professori delle medie che alla manovra sono contrari – dispersione della memoria storica, minore attenzione al territorio e svantaggi per la collettività. Gli insegnanti di Palazzi e Cecina, coordinati da Daniela Frontera e Nadi Niccolai, confermano che con Palazzo civico non c’è stata condivisione poiché i punti di vista sono opposti. «Noi volevamo il confronto con il Comune sull’articolazione della scuola che dall’infanzia arriva alle medie – dicono a una voce – perché nella manovra vediamo un depotenziamento dell’offerta formativa. Nel documento preparato dopo l’incontro con l’assessore Domenico Di Pietro a luglio abbiamo esposto i nostri dubbi e poi studiato soluzioni, anche perché per giustificare la nascita di un istituto comprensivo servono meno di 500 iscritti a scuola. Le nostre sono tutte sopra e hanno in cantiere numerosi progetti. Il problema non esiste, se mai è il raccordo con le superiori per evitare la dispersione da tenere presente. Per gli amministratori il comprensivo darebbe maggiore continuità, ma non è così». Tradotto, significa razionalizzare e risparmiare, tagliando parte degli amministrativi. La questione è a conoscenza pure dei genitori. Il 12 ottobre, intanto, i prof hanno incontrato il sindaco, sebbene senza nessuna convocazione ufficiale a fronte delle richieste da loro protocollate.

Samuele Lippi ha illustrato un piano edilizio di potenziamento della scuola e un tavolo istituzionale tra le parti per discuterne. Poi è uscita la delibera di giunta e il tavolo è saltato, con comprensibile sconforto dei docenti, delusi per una scelta unilaterale. E allora, visto il plico di domande fatte e di soluzioni alternative poco discusse, hanno chiesto nella conferenza stampa di ieri che la giunta rettifichi la delibera precisando che non ci sono stati inviti ufficiali e si assuma la paternità della scelta. Inoltre, punti due e tre, si appellano al presidente della Regione Eugenio Giani affinché sospenda questa verticalizzazione, non coerente con il periodo storico in cui viviamo e la relativa istanza e, all’ufficio scolastico provinciale e regionale, di porre attenzione al valido progetto di orientamento scolastico. Che, da dieci anni ormai, è divenuto un contenitore di iniziative per rendere gli studenti partecipi delle numerose attività scolastiche, frutto di esperienze diverse e di gioco di squadra.


© RIPRODUZIONE RISERVATA