Il Rosignano piange “Ballino”, storica bandiera biancoblù

Massimo Chiellini

Massimo Chiellini aveva 75 anni e aveva lavorato a lungo alla Solvay. Nella bara due sciarpe: quella del Milan e quella della squadra locale

ROSIGNANO. «Un altro pezzo di storia che se ne va, forse l'ultimo di quella generazione di collaboratori che operando un poco a lato del cono di luce dei riflettori hanno permesso, al Gs Rosignano, prima, e al Rosignano Sei Rose, poi, di vivere una fase gloriosa della sua storia». Così lo ricorda chi con Massimo Chiellini, 75 anni, per tutti semplicemente “Ballino” ha condiviso tanti momenti negli spogliatoi e sugli spalti. Per il suo ultimo viaggio i familiari gli hanno messo nella bara due sciarpe che meglio di tutto raccontano la sua passione per il calcio, quella del Rosignano e quella del Milan. Tutti a Rosignano conoscevano lo storico magazziniere della squadra del posto, sempre pronto a dare una mano alla società e con un passato di vicinanza anche al calcio amatoriale e alle “5 Strade”.

Chiellini da tempo aveva problemi di salute, come racconta il figlio Rossano. Domenica, in seguito a un malore, è morto lasciando la famiglia nello sconforto.


Il soprannome di “Ballino” gli derivava dal suo primo lavoro. Da giovane infatti era stato impiegato in una ditta nel settore dell’edilizia, trasportava cemento. Da qui l’affettuoso nome, che gli avevano messo gli amici e che poi lo ha accompagnato anche quando era entrato alle dipendenze della Società Solvay. Con questo soprannome lo hanno conosciuto generazioni di giovani calciatori. Un uomo impegnato nel mondo del calcio e nel sociale per il suo paese. Chi lo ha conosciuto lo ricorda come dirigente accompagnatore del Gs Rosignano. Seguiva i ragazzi, si occupava del campo, senza mai abbandonare la casacca della squadra di casa curando con grande precisione tutto ciò che aveva a che fare con il magazzino della società sportiva.

«Ci siamo conosciuti poco – dice Adriano De Pieri, presidente del Rosignano Sei Rose – ma posso dire che Chiellini ha sempre svolto il suo lavoro con grande passione». Un amore per il calcio che ha trasmesso anche al figlio Rossano che è stato calciatore e ha militato in molte squadre della provincia.

Tutti, calciatori e allenatori, gli hanno voluto bene, è la testimonianza di chi lo ha conosciuto. E ieri, quando si è diffusa la notizia della morte di “Ballino” molti hanno fatto visita alla camera ardente, per dargli l’ultimo saluto e esprimere vicinanza alla famiglia, al figlio e alla moglie Maura. «Mio padre oltre ad essere sempre stato legato alla società sportiva di cui per anni è stato magazziniere – dice il figlio Rossano – era un grande tifoso del Milan. Gli piaceva sempre ricordare la sua fede rossonera. Aveva un carattere estroverso, con i giovani ci sapeva stare, ne ha seguiti tanti passo dopo passo. Li accompagnava anche nelle lunghe trasferte». Massimo Chiellini aveva cominciato a seguire il Rosignano quando la società militava nella serie D. Da qualche anno i problemi di salute lo avevano costretto a rinunciare alle sue grandi passioni ma non mancava mai di tenersi informato sulle vicende societarie. «Con Massimo ci conosciamo da tanti anni, era una persona competente, sempre disponibile con chi si trovava a collaborare», dice Marco Giomi del Solvay Rosignano.

La salma di Chiellini da domenica pomeriggio è stata composta all'obitorio del cimitero di Rosignano Marittimo. Qui ieri sono arrivati dirigenti e calciatori di numerose società di calcio e tra loro anche Federico Bargagna direttore sportivo del Rosignano ai tempi del presidente Silvestro Polzella. Questa mattina la famiglia darà a Massimo l’ultimo saluto nel cimitero di Rosignano.

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