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Ex Faro, incerta le demolizione: il caso va di fronte al Consiglio di Stato

La situazione dopo il blocco dei lavori di trasformazione in abitazioni dell'ex ristorante il Faro

Dal ripristino dei luoghi a nessun aumento di volumetrie. Il Comune di San Vincenzo si affida all’avvocato Grassi 

SAN VINCENZO. Ha animato il confronto in campagna elettorale. E continuerà ad essere al centro del dibattito chissà per quanto. L’ex Faro resta una delle questioni irrisolte a San Vincenzo.

Definita la demolizione di fondamenta e pilastri, è del 9 luglio l’ordinanza del Comune, incerti i tempi. Mentre si continua a produrre carte bollate. Il 21 ottobre il caso sarà all’esame del Consiglio di Stato. Da fissare l’udienza per il giudizio principale incardinato al Tribunale amministrativo regionale della Toscana. Due percorsi che sembrano muovere in parallelo.


Al Consiglio di Stato si arriva per l’appello presentato dalla proprietà Agi contro l’ordinanza del Tar della Toscana che l’11 settembre ha negato la sospensione degli effetti del provvedimento comunale di demolizione, in attesa del giudizio di merito sulla sua legittimità. La società ha avanzato la richiesta nell’ambito del ricorso presentato il 6 agosto al Tribunale amministrativo con cui chiede l’annullamento, previa sospensione, dell’ordinanza con cui dal 9 luglio si danno tre mesi per demolire e ripristinare lo stato dei luoghi nell’area dell’ex pizzeria, sul lungomare Marconi, all’angolo di via Pianosa.

La matassa è ingarbugliata. L’ordinanza che doveva definire il futuro dell’ex Faro, con demolizione e ripristino dei luoghi è arrivata in scia alla sentenza del Consiglio di Stato del 21 aprile, che ha confermato l’annullamento dei permessi a costruire e di fatto le sentenze del Tar della Toscana che li avevano annullati. Ma ha anche fissato di fatto le linee per un eventuale nuovo progetto: nessun aumento di volumetrie e il rispetto della destinazione commerciale al piano terra.

Demolite a fine 2016 le strutture esistenti dell’ex pizzeria, ormai fatiscenti dopo un lungo periodo di abbandono, sono state gettate le fondamenta per dare corpo alla ristrutturazione tramite sostituzione edilizia dell’immobile, con cambio di destinazione d’uso ed evidente modifica dello skyline – ovvero lo scenario frastagliato che connota il profilo urbano di quel tratto di litorale – con l’obiettivo di realizzare tre appartamenti di lusso fronte mare. Ma non si è andati oltre. La vicenda dell’ex Faro è ritenuta tra i casi madre della maxi inchiesta della Procura di Livorno. L’ipotesi degli inquirenti è che sull’ex Faro siano stati costruiti due permessi a costruire falsi. Da cui ne sarebbe conseguito un ingiusto vantaggio patrimoniale.

Risale a ottobre 2016 il rilascio del primo permesso alla Agi Spa, riconducibile alla famiglia Lazzerini, che su quell’area, acquistata dallo storico proprietario, conta di realizzare tre appartamenti di lusso fronte mare. Lì dove c’era una struttura a un solo piano, in base al progetto dello Studio Sparapani di San Vincenzo, ne sarebbe dovuta sorgere una su quattro piani di cui tre fuori terra sul lungomare Marconi. Il primo stop arriva il 3 maggio 2017. Il Tar ferma la ristrutturazione alle fondamenta. Il 31 agosto 2017 il Comune di San Vincenzo rilascia un nuovo permesso a costruire sul nuovo progetto presentato a giugno dalla proprietà. C’è un altro ricorso. La sentenza del 30 gennaio 2018 del Tar annulla il nuovo permesso a costruire. La novità rispetto al progetto originario è la copertura piana a terrazza anziché a spiovente. Ma stando ai giudici amministrativi non sposta il problema. Il nodo è la modifica dello skyline.

Il nuovo passaggio al Consiglio di Stato punta all’annullamento dell’ordinanza del Tar che ha fatto riprendere a scorrere il calendario della demolizione delle strutture in cemento armato realizzare sul fronte mare. Al netto di quale sarà il pronunciamento sulla sospensiva negata, resta da attendere la sentenza del Tar della Toscana sul ricorso con cui la proprietà chiede l’annullamento dell’ordinanza di demolizione. E nel caso in cui fosse favorevole all’amministrazione comunale c’è da attendersi un ulteriore passaggio al Consiglio di Stato da parte della proprietà. Il tutto dà la misura di una matassa per cui serviranno anni per venirne a capo. Intanto, il Comune di San Vincenzo si affida per l’assistenza legale all’avvocato Renzo Grassi che è già incaricato della difesa dell’ente nel giudizio principale al Tar.

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