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Capienza massima, si alzano i sipari: dai teatri ai cinema, ecco come si riparte

Il teatro Ordigno a Vada in una serata di spettacoli

L’Ordigno svela il calendario 2021, con l’omaggio a De André. L’assessora: «E a dicembre si parte al Solvay con la prosa»

ROSIGNANO. Arriva alla vigilia dell’entrata in vigore dell’ultimo decreto, quello che disciplina – tra gli altri punti – anche la capienza dei luoghi dedicati alle attività culturali, la presentazione del calendario del teatro “Ordigno” di Vada. Da oggi sono in vigore infatti le misure sulla capienza in cinema, teatri, musei del 100 per cento, ovviamente in zona bianca. E allora in quella percentuale che per gli addetti ai lavori fa rima con “ripartenza”, dal teatro di Vada non hanno perso tempo mettendo in fila gli eventi fino alla fine dell’anno, dopo una chiusura, fanno sapere, di 18 mesi.

TEATRO ORDIGNO


«C’è fervore per presentare il programma definitivo che anche quest’anno si articolerà in molteplici filoni di spettacolo. Dalla prosa alla musica, al cabaret e al vernacolo con particolare interesse anche per spettacoli musicali per giovani il cui programma viene allestito dai due componenti giovanili del consiglio dell’Ordigno che sono Edoardo Benucci dell’associazione “Il Faro” e Sara Nelli della Pro Loco che insieme al direttore artistico FrancoSantini allestiscono il programma», spiega in nota il presidente della Pro Loco Roberto Creatini. E aggiunge: «Le iniziative sono già definite fino al 31 dicembre per poi continuare da gennaio a giugno. Insieme agli spettacoli stanno riprendendo anche le attività di corsi di teatro, corsi di musica, di Tai-Chi e di danza che praticamente occupano il teatro per tutti i giorni feriali della settimana lasciando il sabato e la domenica agli spettacoli e ai concerti». E allora si comincia a fine mese: domenica 31 alle 17,15 con l’apertura della stagione teatrale con il complesso “Cugino de Andrade” che presenterà “Fabrizio De André, poeta degli ultimi”.

IL PROGRAMMA

Venendo al programma nel dettaglio, dopo il taglio del nastro simbolico sulle note di Faber, si va avanti sabato 6 novembre alle 21,15 con “Modi Maudit, Amedeo Modigliani e Parigi” di Ilario Luperini; domenica 7 alle 17,15 ecco Claudio Marmugi con “Andrà tutto...per le lunghe”; sabato 13 alle 21,15 “Astor Piazzolla, una vita per la musica, 100 anni”; domenica 14 alle 17,15 “Boe” con Fabio Vannozzi; la domenica successiva, solito orario, “Casetta” con i racconti popolari di Franco Santini; alle 21,15 di sabato 27 spazio ai “Riflessi inversi” e, ancora, la domenica alle 17,15 “oltre il velo” di e con Preziosa Salatino. Dicembre si apre alle 21,15 con Artimbanco che presenta “Dante e memoria” e la domenica alle 17,15 “Niccolai in mondovisione” con la leggenda del Cagliari dello scudetto; domenica 12 alle 17,15 c’è “Il mio caro ‘68” per chiudere domenica 18 alle 17,15 con l’omaggio a Piazzolla di Loco Loco.

LA MAPPA DELLA CULTURA

Non c’è solo l’Ordigno, però, con la cultura che più generalmente prova a ripartire, dopo mesi difficili. E nella “geografia” dei luoghi culturali rosignanesi, il punto arriva direttamente da palazzo civico. «Il decreto, parlando in zona bianca, questo è chiaro, toglie perplessità e incognite a un settore che ha sofferto parecchio in questo anno e mezzo per varie ragioni», sottolinea l’assessora con delega alla cultura Licia Caprai Montagnani. E annuncia: «Sono contenta per l’Ordigno e per tutte le attività culturali che ripartono. Adesso a dicembre possiamo iniziare con la prosa anche al teatro-cinema Solvay». Perché, traduce in numeri il concetto, «un conto è organizzare una stagione di prosa per 650 persone, e cioè posti a sedere con la capienza al completo per il cinema-teatro, un altro conto è farlo con le precedenti disposizioni con 150 persone all’incirca in sala». E così, mentre il cinema da un paio di settimane è già ripartito, «il nuovo decreto è un sollievo anche per i nostri tre musei, il teatro “Nardini”, l’auditorium, le attività del castello Pasquini e delle “Creste”», prosegue l’assessora nella lista. C’è di più, spiega, al di là della «scaramanzia di rito»: «Le nuove norme permettono di organizzare con ampio raggio i mesi futuri. Abbiamo già grandi nomi, di livello posso dire almeno nazionale, per il futuro. Siamo una città legata alla produzione culturale in tutte le sue forme». Insomma, mascherina, Green pass (obbligatorio) e sipario alzato con la capienza in zona bianca al massimo. A Vada si parte da fine mese, al Solvay all’inizio di dicembre. E la chiosa che arriva dal municipio somiglia a un appello: «La soddisfazione per il decreto non deve farci dimenticare quanto siano stati duri questi mesi, l’invito è quello rivolto a tutti di rispettare le regole per uscirne definitivamente».

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