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Da Cecina al Mit di Boston, Saverio eccellenza all’estero

Saverio Cambioni

Il suo lavoro più recente è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature. E adesso punta in alto: diventare professore universitario nel giro di tre anni

CECINA. Se Alberto Sordi era un americano a Roma, Saverio Cambioni è un italiano a Boston. Di più: è un cecinese, diplomatosi dieci anni fa a Rosignano Solvay che, in giro per il mondo, sta facendo faville rendendo orgogliosa la propria famiglia. E un po’ anche la terra dov’è nato e cresciuto e dove torna ogni anno. Perché Cambioni, anche se lontano migliaia di chilometri da casa, si sente sempre cecinese fino al midollo.

Partiamo, però, da una notizia: «È la porosità delle rocce degli asteroidi carbonacei come Bennu e Ryugu a far sì che la loro superficie non sia ricoperta da grandi quantità di regolite fine, un materiale simile alla sabbia che gli esperti si aspettavano di trovare con le missioni spaziali OSIRIS-REx e Hayabusa-2». La materia non è affatto semplice, ma sapete chi è stato a scoprirlo? Esatto: a svelare l’arcano è uno studio condotto grazie all’intelligenza artificiale da Saverio Cambioni, ricercatore italiano negli Stati Uniti, con la partecipazione di altri esperti. Il lavoro è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature e la notizia è stata rilanciata due giorni fa dall’Ansa. Non solo: anche un altro studio portato avanti sempre da Cambioni aveva trovato spazio lo scorso agosto sull’Inaf (Istituto Nazionale di Astrofisica).


Cambioni non ha neppure 30 anni ed è originario di Cecina. Qui ha vissuto fino alle scuole medie, poi ha studiato al liceo scientifico tecnologico a Rosignano Solvay.

Dopo il diploma, viene selezionato come studente del collegio universitario Lamaro-Pozzani, un centro di eccellenza a Roma finanziato dai Cavalieri del lavoro, che ospita studenti da tutta Italia. Oltre a fornire vitto e alloggio per cinque anni dopo una competitiva selezione, il collegio eroga corsi di lingua inglese e di business management. Durante i suoi anni a Roma, Saverio ha studiato alla Sapienza ingegneria aerospaziale alla triennale e ingegneria spaziale e astronautica alla magistrale, laureandosi con 110 e lode in entrambi i corsi. Ñon sono poi mancati i viaggi: da Delft in Olanda dove ha fatto l’Erasmus, a Tokyo dove ha presentato uno dei suoi primi lavori, alla Guiana Francese per visitare lo Spaceport dell’Agenzia Spaziale Europea.

Dopo il percorso a Roma, il cecinese si trasferisce nel 2017 a Tucson, in Arizona, negli Stati Uniti, per studiare scienze planetarie al Lunar and Planetary Laboratory. E qui ottiene il dottorato a fine 2020, con una tesi sull’applicazione dell’intelligenza artificiale. Durante il dottorato, è stato anche studente collaboratore nella missione NASA OSIRIS-REx. Proprio nell’ambito della missione, Saverio ha trascorso due periodi di ricerca all’osservatorio di Nizza per lavorare al progetto che è stato pubblicato in questi giorni su Nature.

Dopo il dottorato, Saverio fa un breve periodo di ricerca al California Institute of Technology a Pasadena, dove studia l’asteroide metallico Psyche. Si sposta quindi a Boston dopo aver vinto un concorso al MIT e adesso è ricercatore post-doc all’istituto di tecnologia del Massachusetts.

Basta così? Quando mai. Saverio ha già pronto il prossimo obiettivo: diventare professore universitario nel giro di tre anni. Al massimo.

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