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Si spacciavano per sordomuti per truffare i clienti della Coop

Carabinieri alla Coop di Solvay (foto d'archivio)

Rosignano: denunciati quattro giovani che raccoglievano i soldi fuori dal supermercato sull'Aurelia. Nei moduli della finta associazione la causa benefica di una “casa per i poveri”

ROSIGNANO. Nei moduli che presentavano ai clienti della Coop di Rosignano, con l’intestazione di una falsa associazione benefica, c’era scritto: «Desideriamo aprire un centro internazionale per bambini poveri, grazie mille». Per di più, speranzosi di ottenere più soldi, nel parcheggio esterno al supermercato si spacciavano per sordomuti. Ma ci sentivano benissimo. Così come erano in grado di parlare. Un sistema che avrebbe consentito loro di guadagnare centinaia di euro al giorno, dal momento che i carabinieri gliene hanno sequestrati 187 in poche ore, mentre due persone raggirate hanno raccontato di avergliene dati, complessivamente, 120.

I militari della Compagnia di Cecina, guidati dal capitano Christian Bottacci, dopo un blitz avvenuto giovedì 7 ottobre hanno denunciato per i reati di truffa pluriaggravata in concorso e porto di strumenti a punta e da tagli atti a offendere (nella loro auto, una Bmw, è stato sequestrato un coltello da cucina) quattro giovani rumeni, due maschi e due femmine, una delle quali minorenne. Sono il ventisettenne Solomon Calin, il ventiduenne Moise Emanuel Calin, la venticinquenne Andreea Rou Ion, mentre la quarta denunciata, non ancora diciottenne, ha 16 anni e quindi non viene resa riconoscibile dal Tirreno.


Le indagini dell’Arma – che si è attivata con la stazione di Rosignano Solvay – sono partite dalle denunce di due persone, un sessantaseienne di Castiglioncello e un ottantaseienne originario di Montecatini Val di Cecina, ma residente a Rosignano Solvay. Sono loro ad aver attivato gli inquirenti, riconoscendo le due ragazze come responsabili materiali della truffa e anche i finti moduli consegnati per fare breccia sui loro cuori prima, e sui loro portafogli poi. I due clienti dei supermercati, infatti, hanno compilato un foglio A4 da loro consegnato, donando rispettivamente cento e 20 euro. Ma quei soldi, purtroppo, non erano per una causa benefica. Ma per le tasche dei giovani, che si spostavano a bordo di una Bmw fermata dai carabinieri dopo l’ultimo controllo, decisivo per le quattro denunce, avvenuto nel pomeriggio di giovedì scorso lungo l’Aurelia, a Rosignano Solvay. Circostanza in cui è stato rinvenuto pure il coltello, ora nell’ufficio corpi del reato del tribunale di Livorno.

I militari hanno sequestrato anche un foglio in cui c’era scritto: «Certificato regionale per persone non udenti e fisicamente disabili», che secondo i quattro avrebbe certificato l’essere sordomuti. In un modulo, per altro, sarebbe stata appuntata la cifra incassata di 300 euro. Non poco, per un truffa del genere. Una truffa continuata, secondo l’accusa, dato che nel settembre scorso gli stessi erano stati denunciati per aver raggirato le persone anche nelle Marche, a Falconara Marittima.

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