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Le serrande alzate doppiano i “vendesi”: ecco chi ci crede (e apre) ai tempi del Covid

I dati della Camera di commercio nel primo semestre 2021. Le attività aperte a Rosignano sono 49, le chiusure 22

ROSIGNANO. I numeri hanno la testa dura, si dice. Certo, ogni cifra snocciolata può avere diversi sottintesi, interpretazioni, ma può essere anche più forte delle frasi fatte spesso sentite e risentite sulla ripartenza.

E così, forse un po’ a sorpresa, a Rosignano, come nella vicina Cecina e, in parte, come per l’intera provincia labronica – con percentuali non omogenee – nel primo semestre del 2021, sono state di più le imprese che hanno scelto di investire, di aprire in zona, rispetto a quelle che, per motivi vari, hanno chiuso. In realtà non siamo di fronte a numeri risicati: parliamo di aperture che “doppiano” (anzi, di più) le chiusure. Ma veniamo alle cifre messe nero su bianco dal centro studi della Camera di Commercio con dati che, per il secondo trimestre del 2021 (e quindi che arrivano alla primavera, compresa) confermano il trend iniziale del 2021.


Il report

L’inversione di tendenza è provinciale secondo l’ente camerale che comprende quelle di Livorno e Grosseto. «Il secondo trimestre dell’anno in corso porta al cambiamento e si spera al definitivo tramonto della tendenza emersa con la pandemia da Covid-19 che si era contraddistinta per una cospicua diminuzione del numero di iscrizioni, così come per quello delle cessazioni», dicono i ricercatori e gli studiosi che non si sbilanciano su un futuro roseo, ma affermano: «Nel periodo aprile-giugno 2021 se ne osserva una non inattesa inversione di tendenza, decisamente robusta e generalizzata per quanto concerne le iscrizioni, mentre per le cessazioni è rilevata in quasi tutti i territori, ma con intensità assai variabile». Insomma, parafrasando: a livello provinciale il saldo tra imprese aperte nel periodo preso in considerazione e quelle che hanno abbassato le saracinesche è positivo.

Percentuali che evidenziano, sempre dati alla mano, «variazioni sia tendenziali sia congiunturali ampiamente positive». Di più: «In linea con il livello pre-pandemia, se non lievemente superiore: sembra essere finita l’attesa di “tempi migliori” per chi voleva costituire un’attività imprenditoriale e tale fenomeno è da attendersi con buona probabilità anche nel terzo trimestre 2021».

Chi apre e chi chiude

In questa geografia della nostra economia allora, passiamo al caso specifico. E così, mentre l’amministrazione proprio in questi giorni incontra negozianti, titolari di attività e operatori commerciali, per un bilancio della stagione estiva da poco conclusa in riunioni pubbliche, tra nodi e sviluppo futuro, la demografia d’impresa per Rosignano registra 2802 attività registrate, 2490 quelle attive. E – nel secondo trimestre dell’anno – sono state 49 le imprese nuove alla voce “iscrizioni” contro il capitolo “cessazioni” che chiude con quota 22. Più del doppio, con un saldo positivo con il segno “più” pronto a precedere le 27 aperture sul territorio.

Chi ci crede, dunque, e sceglie di investire nonostante il recente periodo, nell’impresa privata, mettendosi in proprio, come si suol dire. Giovani, ma non solo, che hanno individuato in questa strada la risposta nell’era della pandemia alle incognite dettate dalla nuova quotidianità.

Un “più” 27 per Rosignano che è tra le percentuali più alte, come saldo positivo, in provincia, con numeri simili alla vicina Cecina, come scritto, ma anche per Castagneto, Bibbona, Collesalvetti e Livorno, seppur le sfumature, le chiavi di lettura, cambiano a seconda del contesto del territorio.

L.B.

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