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Cane decapitato e gettato in un cassonetto: la terribile scoperta a Cecina

Il meticcio brutalmente ucciso

Ninja giocava con tutti nel quartiere: «Una creatura innocente e non meritava questa fine». Si muove la Procura

CECINA. «Venite, è successa una cosa terribile: c’è un cane nel cassonetto decapitato». Nel tardo pomeriggio di mercoledì scorso, quando ancora non sono scoccate le 17, un residente ha appena digitato il numero della polizia municipale di Cecina. C’è un sacco nero e il sangue attorno all’isola ecologica ad anticipare la scena che lascia senza fiato abitanti e agenti. La speranza che quelle parole non trovino effettiva conferma nei fatti si scontra duramente con la realtà che gli agenti (e altri residenti) si trovano di fronte poco dopo. Il cane - da quanto accrertato - sarebbe stato di una persona che sarebbe seguita dai servizi sociali.

Tornando alla scoperta, quest’ultima ha ovviamente scosso parecchio il centro della città, ma non solo. Tante le domande, le questioni.

Perché Ninja, questo il nome del cane trovato decapitato in un cassonetto, aveva due occhioni grandi e giocava con tutti nel quartiere, per le strade di Cecina. Per quello, oltre che per le modalità in cui è stato brutalmente decapitato, in queste ore quel che trapelano sono commenti di sgomento, di rabbia, di dolore. Da una prima ricostruzione di quanto accaduto al meticcio, una femmina di tredici anni, tutto sarebbe successo nel pomeriggio di mercoledì. Poco dopo le 17 la scoperta, le chiamate e l’arrivo sul posto della polizia municipale che ha informato la procura di Livorno con cui gli agenti sono in contatto per lavorare sull’accaduto appunto.

Intanto, inevitabilmente, di quegli occhioni grandi, di quel cane giocherellone in tanti hanno parlato e discusso. E ovviamente la discussione, ai tempi dei social, si è subito trasferita anche nelle varie pagine Facebook cittadine. Tantissimi i messaggi, i “post” di altrettanti cittadini: rabbia e dolore si alternano e fanno da fil rouge all’intera vicenda. Mentre, nel frattempo, a quanto emergerebbe, l’altro cane che abitava con Ninja sarebbe stato affidato a un centro ad hoc. E così, tornando alle parole dedicate al tema e a Ninja, ci sono quelle dei volontari dell’Oasi del cane e del gatto, struttura cecinese.

«Noi tutti volontari dell’Oasi del cane e del gatto siamo sconvolti dall’accaduto», è uno il messaggio che arriva. La conoscevano bene, Ninja, che era stata ospitata anche presso la loro struttura per qualche periodo. «La vogliamo ricordare mentre felice correva nel prato del rifugio, mentre si rotolava nell’erba con il suo sguardo soddisfatto, perché lei si accontentava di poco, così come tutti i cani: di una carezza, di una passeggiata, era una creatura innocente e non meritava questa fine. Ci auguriamo che la legge faccia il suo corso senza indugi», commenta Francesca Fiori, presidente dell’associazione “Mici Felici” che ricorda appunto Ninja, un cagnolone buono, con gli occhi dolci e che aveva tanta voglia di giocare.

L.B.

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