Casa e fondo commerciale a Castagneto intestati al figlio per raggirare la confisca: tre indagati

Genitori e figlio sono finiti al centro delle indagini dell'operazione dei carabinieri che hanno sequestrato i due immobili. Il padre avrebbe già precedenti per reati contro il patrimonio

CASTAGNETO CARDUCCI. Avrebbe comprato una casa e un fondo commerciale per poi intestarli al figlio, con l’usufrutto alla moglie. Tutto, secondo l’accusa, per evitare che quei due immobili gli venissero confiscati.Su ordine della procura di Livorno, che ha diretto le indagini, i carabinieri del nucleo investigativo di Livorno e della compagnia di Cecina hanno dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo, emesso dal gip, di due immobili che si trovano a Castagneto Carducci. Il provvedimento è arrivato alla fine dell’attività investigativa avviata dalla stazione dei carabinieri di Donoratico che ha portato al deferimento all'autorità giudiziaria di tre persone - padre, madre e figlio - per «trasferimento fraudolento di valori». Le indagini, partite quasi un anno fa, hanno consentito di accertare che il principale indagato (il padre), già colpito dalla confisca dei beni, avrebbe acquistato l’anno scorso un appartamento, con tanto di auto-rimessa e dopo un mese, inoltre, anche un fondo commerciale, però con un prezzo più basso rispetto al valore di mercato. Li avrebbe dunque intestati al figlio, con l’usufrutto alla moglie. Ed è stata questa operazione immobiliare che sarebbe stata ritenuta una modalità di reinvestimento e camuffamento dei beni per sfuggire all'ulteriore confisca: l’uomo, che avrebbe precedenti per reati contro il patrimonio, sarebbe dunque sospettato di aver accumulato un ingente capitale di provenienza illecita e proprio per nasconderne la provenienza ed evitare così di venire colpito nuovamente da una misura di prevenzione patrimoniale, avrebbe tentato di mascherare la disponibilità di questa ingente somma di denaro reinvestendolo nei due beni immobili. Secondo gli investigatori ci sarebbe stata sproporzione, però, tra le risorse lecitamente a disposizione degli indagati e la loro incapacità economica e finanziaria di corrispondere il prezzo pattuito ai venditori dei beni acquistati.